Matteo Salvini: "I neri scimmie, per noi non c'è libertà di satira?"
REGGIO EMILIA. Botta e risposta sul web tra Matteo Salvini e Cecile Kyenge, dopo che il segretario della Lega Nord in Emilia, Fabio Rainieri, attuale vicepresidente dell'Assemblea legislativa emiliano-romagnola, è stato condannato dal tribunale di Roma a un anno e tre mesi per aver pubblicato sul proprio profilo Facebook una foto dell'allora ministro per l'Integrazione con il volto ritoccato in modo da apparire una scimmia. I giudici lo hanno anche condannato ad un risarcimento di 150 mila euro.
"Alla faccia della Liberta' di Satira! Neanche a un ladro o a uno spacciatore danno una condanna così, pazzesco", scrive su Fb il segretario della Lega Nord, ottenendo 14 mila 'Mi piace' e 1.500 condivisioni.
Caro @matteosalvinimi dire che i neri sono animali non è uno scherzone, alias satira, è reato ed è per questo che ne rispondete in tribunale
— Cécile Kyenge (@ckyenge) 12 Gennaio 2015A stretto giro arriva su twitter la replica dell'europarlamentare Pd: "Caro @matteosalvini dire che i neri sono animali non è uno scherzone, alias satira, è reato ed è per questo che ne rispondete in tribunale".
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Rainieri, ex deputato di Parma, vicepresidente dell’assemblea regionale, era stato condannato a un anno e tre mesi di reclusione (con pena sospesa) più un risarcimento di 150 mila euro per gli insulti sul suo profilo Facebook all’ex ministro Cécile Kyenge. Nell’ottobre 2013 Ranieri aveva messo su una testa di gorilla (foto sopra) sul volto dell’ex ministro dell’integrazione del governo Letta e la domanda “Indovina chi è?” L’immagine fu rimossa poche ore dopo.
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«Ha vinto la giustizia», commenta l'europarlamentare modenese alla sentenza di condanna per diffamazione aggravata dalla discriminazione razziale. A un cronista che gli chiedeva spiegazioni, Rainieri ha risposto: «Non è assolutamente vero che c’è quella foto; quella persona non è assolutamente la Kyenge. Non c’è scritto da nessuna parte e se scrivete che è lei vi querelo». Subito dopo, quando è stata cancellata la foto in questione, ha ripetuto pubblicamente di non averla messa lui, che anzi era estraneo e rinviava al gestore della pagina Facebook. «L’ho fatto togliere perché non mi piacciono queste cose. Vanno bene le vignette, ma cose di questo genere no», aveva detto.
