Stamattina l’addio all’elettricista morto nell’infortunio sul lavoro
GUASTALLA. Questa mattina, alle 9.45, si svolgeranno i funerali di Davide Guastalla, il 36enne tecnico elettricista rimasto vittima di un infortunio sul lavoro accaduto sabato 10 gennaio, intorno a...
GUASTALLA. Questa mattina, alle 9.45, si svolgeranno i funerali di Davide Guastalla, il 36enne tecnico elettricista rimasto vittima di un infortunio sul lavoro accaduto sabato 10 gennaio, intorno a mezzogiorno. Partendo dalla camera ardente situata nei pressi dell’ospedale di Guastalla, il corteo funebre con la salma dello sfortunato giovane attorno alle 10 arriverà in centro, alla chiesa dei Servi, dove sarà officiato il rito religioso. Dopo la cerimonia funebre, Davide Guastalla verrà sepolto nel cimitero locale. La messa sarà officiata da don Alberto Nicelli, parroco di Guastalla e vicario generale della diocesi Guastalla-Reggio.
Sono tre i paesi in lutto per questo drammatico infortunio sul lavoro accaduto : Guastalla, dove Davide viveva assieme alla moglie Silvia Reggiani, in attesa del secondo figlio, e alla primogenita Federica di 13 anni; Reggiolo, dove Davide ha vissuto per anni assieme ai genitori; Campagnola, dove ha sede dell'azienda Electric Power, nella quale il giovane elettricista lavorava. A dare l'addio a Davide ci saranno gli amici, i colleghi di lavoro e quanti lo hanno conosciuto e ad apprezzato per le sue doti umane, nel corso della sua vita.
Cordoglio alla famiglia è stato espresso dal sindaco di Guastalla, Camilla Verona, che ha inviato due telegrammi: uno alla sorella ed uno alla vedova dell'elettricista prematuramente scomparso. Al di là delle cause che hanno strappato Davide dall'affetto dei suoi cari, resta il ricordo che questo giovane papà ha lasciato nella sua famiglia, tra gli amici e tra i colleghi di lavoro. Un ragazzo buono e disponibile, oltre che un gran lavoratore.
Le cause della morte sarebbero da attribuire a una fatale disattenzione. Attorno al mezzogiorno di sabato scorso Davide Guastalla stava lavorando in un capannone della Pibiplast di Correggio. Era una persona estremamente precisa e meticolosa, ma quella maledetta mattina, prima di mettere il cacciavite nel quadro elettrico, non si è accorto che c'era ancora la corrente attaccata. La scarica di 15mila volt non gli ha dato scampo. Le cause dell’infortunio emergono dall'indagine coordinata dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani che, chiarita la dinamica, non ha disposto l'autopsia, concedendo il nulla osta per la sepoltura. (m.p.)
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