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Calano i vaccini, aumentano i ricoveri

di Evaristo Sparvieri
Calano i vaccini, aumentano i ricoveri

Secondo l’Ausl sono 62 mila le dosi somministrate. Al pronto soccorso del Santa Maria gli accessi sono cresciuti del 10%

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REGGIO EMILIA. Vaccinazioni in calo e accessi al pronto soccorso in aumento, così come i ricoveri al Santa Maria. Alla vigilia del picco influenzale, previsto a partire dalla fine di gennaio, cominciano a manifestarsi le prime conseguenze di un campagna di vaccinazione partita a singhiozzo per il caso dei due lotti “Fluad” Novartis, completamente rientrato dopo una prima fase di allarmismi che si sono rivelati infondati. Attualmente, secondo i dati Ausl, su un totale di 91 mila dosi acquistate dall’Ausl di Reggio sono appena 62 mila quelle registrate nel Servizio sanitario regionale come somministrate: un numero comunque destinato ad aumentare, dal momento che la fase di registrazione da parte dei medici di medicina generale continuerà fino al 31 marzo. Quanto agli accessi al pronto soccorso, dal Santa Maria Nuova fanno sapere che l’aumento percentuale per ora si è assestato intorno al 10%, con una media di 208 pazienti al giorno.

«Quest’anno con la campagna di vaccinazione eravamo partiti bene – commenta Giovanna Mattei, referente per la sorveglianza delle Malattie infettive del servizio di Igiene pubblica dell’Ausl di Reggio Emilia – poi a metà della campagna c’è stata la sospensione cautelativa dei due lotti, ora ufficialmente ritirata, ma il danno sulla popolazione ormai era fatto». Un danno che potrà avere una duplice ripercussione sul sistema sanitario: il primo, a livello di salute della fasce a rischio; il secondo invece di tipo economico.

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«Per i vaccini che non vengono utilizzati dobbiamo provvedere alla restituzione del prodotto – aggiunge Mattei – Già adesso abbiamo diversi resi, ma non è ancora un dato definitivo e i conti si potranno fare solo alla fine». Secondo la referente Ausl, «quest’anno potrebbero esserci più casi di influenza rispetto all’anno scorso. Vedremo come procedere, ma direi che l’epidemia sembra piuttosto “brillante”. L’anno scorso era stata lieve, ora ci sono segnali di cambiamento di uno dei tre tipi di virus che circolano.

Ma dipenderà anche dalle situazioni climatiche: quando non è freddo ci si protegge di più dall’influenza». Ma, per ritardari, è possibile ancora vaccinarsi? «La campagna è terminata il 31 dicembre - spiega ancora la referente Ausl – e, anche se ognuno può vaccinarsi quando vuole, non ci sono più le garanzie di protezione dall’influenza. La vaccinazione dà una protezione dopo due o tre settimane. Ora, in prossimità del picco, non ci sono assicurazioni di questo tipo, dal momento che il virus sta già circolando. È per questo che si è dato il termine del 31 dicembre alla campagna».

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