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GUASTALLA, I FUNERALI DELL’ELETTRICISTA

Due paesi si stringono alla famiglia di Davide

di Mauro Pinotti

GUASTALLA. In un clima di grande commozione, si sono svolti, ieri mattina, nella chiesa dei Servi, gremita di gente, i funerali di Davide Guastalla, il 36enne folgorato da una scarica elettrica...

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GUASTALLA. In un clima di grande commozione, si sono svolti, ieri mattina, nella chiesa dei Servi, gremita di gente, i funerali di Davide Guastalla, il 36enne folgorato da una scarica elettrica mentre lavorava ad una cella di media tensione nel capannone della Pibiplast di Correggio, sabato 10 gennaio scorso.

La bara, coperta di fiori bianchi, è stata portata in chiesa intorno alle 10.

Nei primi banchi la moglie Silvia, incinta di sette mesi del figlio che Davide non potrà vedere, la figlia Federica, i genitori del giovane Elvira e Mentore e la sorella Sabrina.

Tra le persone presenti alle esequie c’erano anche il sindaco di Guastalla Camilla Verona, l’ex sindaco di Reggiolo Barbara Bernardelli e il presidente della Pro loco reggiolese Armando Bosi, oltre ai tanti amici e i colleghi di lavoro dello sfortunato giovane papà.

Anche i compagni di classe della terza B di Federica, con i loro insegnanti, hanno voluto manifestare la vicinanza alla famiglia della compagna di classe con la loro presenza.

Ad officiare la messa funebre è stato don Alberto Nicelli, parroco di Guastalla e vicario generale della diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, insieme a don Gino Bolognesi, parroco di Reggiolo.

A stento don Alberto, nella sua omelia, è riuscito a trattenere le lacrime.

«Umanamente è difficile non restare turbati davanti a una disgrazia come questa, tenuto conto che la nostra città, in pochi mesi si ritrova a rivivere un evento tragico (quello costato la vita al 28enne Denny Messori, ndr) accaduto con le stesse modalità e che purtroppo produce ancora una volta sgomento e sofferenza. La morte tragica di Davide, un uomo pieno di vita – ha continuato don Alberto – Una morte che tocca nel profondo una delle nostre famiglie, che tocca nel profondo una giovane sposa, già duramente provata dalla vita. Una figlia nell’età più delicata della crescita, due anziani genitori, tanti amici. Ancora una volta la domanda che da sabato ci facciamo in tanti è: perché? Questo “perchè” è un pesante macigno che ci travolge e ci schiaccia. Credo che dal punto di vista umano sia giunto il momento del silenzio – ha proseguito don Alberto – Fare silenzio per non disturbare la sofferenza di coloro che nell'esistenza di Davide avevano un punto di riferimento sicuro. E oltre al silenzio è necessario condividere questa sofferenza. Chiediamo a Dio di portare nei nostri cuori un po’ di luce in mezzo a tanta tenebra».

L’omelia di don Alberto si è chiusa con una accorata preghiera: «Ti preghiamo Signore, accogli il bene che Davide ha compiuto in mezzo a noi, soprattutto nella sua famiglia a contatto con tanti per la sua professione e per la sua capacità di creare relazioni e vivere la bellezza dell'amicizia – ha detto don Alberto con la voce rotta dal pianto – Fatti tu, Signore, figlio per i suoi genitori, sposo per la sua sposa, papà per Federica e per la nuova creatura che verrà alla luce».

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