«Aprire viale Ramazzini e attivare le telecamere»
Il comitato di via Veneri ora si è costituito ufficialmente al motto «Non mollare» Novanta i cittadini che hanno aderito per tentare di risollevare l’intero quartiere
REGGIO EMILIA. «La situazione è molto migliorata. Dobbiamo dire grazie al questore Isabella Fusiello, al vicario Capocasa e all’amministrazione comunale, a partire dal sindaco Luca Vecchi, che nel giro di pochi mesi ha mantenuto quanto promesso. Ma qui non è finita e l’attenzione non va abbassata. Ci sono ancora questioni da risolvere per migliorare la situazione. Per questo, ci siamo ufficialmente costituiti in comitato».
Via Veneri, quartiere Santa Croce. A parlare è Stefano Buffani.E’ uno dei consiglieri del comitato di cittadini che, dopo settimane di spontanea aggregazione esasperati da un degrado crescente, martedì sera si è ufficialmente costituito.
«La situazione dopo i blitz della polizia e l’ordinanza del Comune è nettamente migliorata, in pochi mesi hanno fatto quello che non è stato fatto per anni – spiega – Santa Croce ha tante potenzialità: ha case molte belle, è piena di servizi a partire da scuole e negozi. E siamo davvero a due passi dal centro storico. Per questo, stiamo lottando per migliorare una situazione che rischiava, altrimenti, di diventar esplosiva». Per questo, e non a caso, il comitato ha deciso di chiamarsi “Via Veneri non mollare”.
Sono state una novantina le firme raccolte e che ne hanno permesso la costituzione. «Ma non sono solo cittadini di via Veneri – chiarisce – anche dalle strade vicine hanno aderito: per questo il comitato parte da qui, ma l’obiettivo è un unico grande Comitato di Santa Croce».
Il nuovo volto di via Veneri è quello di una strada frequentata da bambini e famiglie. Senza più – ci fanno notare – gli assembramenti di persone in strada con bottiglie. E anche le tensioni sembrano diminuite. Ma i problemi non sono finiti. «Continueremo a vigilare per arrivare, come promesso, alla riapertura di viale Ramazzini: è da quando il muro è stato costruito che le cose qui sono peggiorate».
La riapertura in realtà è tutt’altro che semplice, dati i tanti soggetti (come le Ferrovie) coinvolti. Tuttavia, il Comitato tiene molto all’impegno preso dal sindaco per l’apertura almeno di un varco a raso.
Altra questione è quella delle telecamere. «Che ci sono, ma non sono funzionati – evidenziano dal Comitato – è una risorsa importante, che chiediamo venga attivata e possa così essere utilizzata per il controllo e la sicurezza di questa strada».
Resta, cruciale, il nodo degli immobili abbandonati. E riguarda l’intera area di Santa Croce. Due i principali: l’ex sede Cepam e, naturalmente, le Reggiane.
Qui lo scenario è sempre desolante: un’ammasso di rifiuti davanti allo stabilimento un tempo fiore all’occhiello della città, con tanto di varco dal quale passano coloro che trovato qui un posto coperto dove dormire e chi, invece, sempre qui svolge traffici illegali, a partire da quello di stupefacenti.
Sotto traccia, ma neanche troppo, c’è la questione immigrazione. «Se equamente distribuita su tutta la città sarebbe affrontabile, invece è stata fatta pesare solo a Santa Croce. Non siamo d’accordo con questa politica» concludono dal comitato.
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