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Baby-squillo, c’è una seconda inchiesta

Baby-squillo, c’è una seconda inchiesta

Val d’Enza: una ventina di persone indagate. Partito il processo alla mamma della ragazzina e al commerciante

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VAL D’ENZA. Era partita come un’unica articolata ma soprattutto clamorosa inchiesta dei carabinieri – coordinata dalla procura di Bologna, competente per i reati che riguardano minorenni – su un “giro” di prostituzione addirittura in età adolescenziale.

Un’inchiesta che ora, da quanto “filtra”, si è divisa in due tronconi. Da una parte la vicenda (per lo più ambientata a Bibbiano, ma con alcuni squallidi episodi anche a Montecchio) che pare più grave, cioè quella in cui una madre disoccupata di 49 anni avrebbe fatto prostituire la figlia 16enne, con tanto di coinvolgimento di un commerciante 62enne di Cavriago che avrebbe pagato fior di quattrini pur di avere dei rapporti sessuali con la minorenne, ottenendo più volte quello che voleva.

In seconda battuta c’è l’indagine sempre in tema di prostituzione minorile che vede una ventina di indagati – fra cui alcuni nomadi e il non chiaro coinvolgimento di ambienti legati alla moda – ancora non arrivata alle richieste di rinvio a giudizio.

Per quanto concerne il primo troncone d’inchiesta, ieri si è tenuta l’udienza preliminare in tribunale a Bologna davanti al gup Francesca Zavaglia. I “protagonisti” di questa vicenda non erano presenti, rappresentati comunque dai loro legali. Accolta la doppia costituzione di parte civile avanzata dall’avvocato Marco Scarpati per conto sia della ragazza (ora 18enne, vive in comunità e per 3 anni sarà sotto la tutela dei servizi sociali) costretta a prostituirsi (chiesti per lei 100 mila euro di risarcimento), sia dei servizi sociali dell’Unione Val d’Enza (la richiesta in questo caso è di 50mila euro). Risarcimenti chiesti in solido ai due imputati, cioè la madre (che ha ora il divieto di avvicinamento alla figlia) e il commerciante. L’avvocato Andrea Davoli – difensore della mamma – ha sollevato un’eccezione di legittimità, dato che la donna aveva chiesto di essere sentita in procura per dare la sua versione sulla vicenda (nega su tutta la linea, dicendosi sconvolta per quanto le sta accadendo), non venendo però mai sentita. Un’eccezione accolta dal giudice che ha trasmesso gli atti in procura, affinché la 49enne venga interrogata. Se ne riparlerà, quindi, in aula a metà aprile. In quella udienza l’avvocato difensore Noris Bucchi – che assiste il commerciante – dovrebbe presentare richiesta di patteggiamento (in tal senso il legale ha già discusso l’entità della pena con il pm Beatrice Ronchi, titolare dell’inchiesta). Relativamente al secondo filone investigativo, si tratterebbe di una ventina di clienti sempre dell’allora 16enne (i fatti risalgono al periodo che va dalla metà del 2012 alla metà del 2013) che erano entrati in contatto con la ragazza attraverso un annuncio pubblicato su un giornale di inserzioni a pagamento. Ma potrebbero esserci altre baby prostitute coinvolte, con un “giro” che potrebbe ampliarsi in modo sconvolgente.

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