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L’Esquirol accerchiato dai cantieri

di Chiara Cabassa
L’Esquirol accerchiato dai cantieri

Per il palazzo da anni fatiscente non ci sono né finanziamenti né progetti ma il Campus universitario sta prendendo forma

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REGGIO EMILIA. E’ comparso in questi giorni nell’area del San Lazzaro in via Amendola, davanti al sempre più degradato Esquirol, una recinzione sulla quale svettano pannelli in bianco e nero che riproducono scorci dell’area di mezzo secolo fa. Qualcuno ha pensato che questa poderosa recinzione potesse essere un segnale del’imminente apertura di un cantiere per “salvare” l’Esquirol.

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Ebbene, non è così. Nessun finanziamento e nessun progetto riguardano lo storico edificio in condizioni fatiscenti che peraltro appartiene all’Ausl. Un palazzo che da oltre sessant’anni è abbandonato a se stesso: nel corso degli anni si è intervenuti per cercare di metterlo in sicurezza sistemando il tetto ma soprattutto, nel corso di diversi interventi, sono state murate ripetutamente porte e finestre cercando di impedire l’accesso a chi, tossicomane o sbandato, ne ha fatto spesso il proprio rifugio temporaneo.

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Ma se l’Esquirol è “bloccato”, i lavori fervono all’interno del San Lazzaro che si appresta a diventare il Campus universitario degno di questa definizione. A confermarlo è David Zilioli, tecnico comunale che sta seguendo step dopo step questa importante partita. «La recinzione intorno all’Esquirol - ci spiega Zilioli - è stata fatta con uno scopo ben preciso: gli operai stanno mettendo in sicurezza, allargandolo, un marciapiede che guarda da un lato la via Emilia e dall’altro lo stesso Esquirol. Essendo un lavoro impegnativo, è stato necessario recintare il vecchio palazzo usando materiali più nobili. Da qui la decisione di affiggere i pannelli che ci raccontano com’era, trenta ma anche cinquant’anni fa, l’area del San Lazzaro.

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Ma a che punto siamo, con i lavori finalizzati alla nascita del Campus universitario reggiano? «Innanzitutto si sono conclusi i lavori a Villa Marchi che da qualche mese ospita lo studentato oltre che i laboratori di agraria e ingegneria. Gli studenti sono molto soddisfatti anche perché non siamo di fronte a un dormitorio ma ad un edificio dove fervono le attività universitarie, a prescindere dalle facoltà».

E il cantiere continua a funzionare a pieno regime. «Si tratta di cantieri esterni - prosegue Zilioli - e i lavori riguardano le aree cortilive di alcuni padiglioni, la viabilità interna, ma soprattutto la trasformazione e l’ampliamento del parcheggio: due i punti essenziali, il raddoppio del parcheggio scambiatore Funakoshi e il trasferimento fuori dal parco dei posti auto fino ad ora distribuiti lungo i viali interni dell’ex San Lazzaro».

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Inoltre il primo lotto del progetto, all’insegna della viabilità e dell’accessibilità, prevede la costruzione di un nuovo accesso all’Ausl per liberare via Doberdò. Proseguendo sulla via Emilia partendo dal centro, sulla sinistra, dopo il San Lazzaro ci si trova ad affrontare una rotonda e da qui si dovrà accedere all’Auls. In modo da creare una netta distinzione tra area nord, dove da via Doberdò si accederà ai padiglioni universitari, e area sud, riservata a chi dovrà accedere alla sede dell’Ausl. Nei fatti, una differenziazione degli ingressi a seconda della funzione.

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