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Lite fra Fipsas e Ggev salta la convenzione per il recupero-pesci

Lite fra Fipsas e Ggev salta la convenzione per il recupero-pesci

Guastalla: scambio di accuse sulla “cessione” di siluri la Federazione esce dal comitato interassociativo

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GUASTALLA. La Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee) di Reggio Emilia, ha inviato una lettera l’8 gennaio scorso all’amministrazione provinciale e a tutti i membri del comitato interassociativo per comunicare che la convenzione per il recupero dei pesci nei canali di bonifica è scaduta il 31 dicembre 2014 e che “per problemi emersi all’interno dello stesso comitato interassociativo, la Federazione ha deciso di non rendersi disponibile al suo rinnovo».

Ergo, il prossimo settembre, quando i Consorzi di bonifica, terminata la stagione irrigua per fornire acqua durante l’estate alle colture, chiuderanno le chiaviche, i pesci presenti nei canali moriranno con conseguenze immaginabili. Come si è arrivati a questa situazione? Tutto è partito da un contenzioso nato tra la Fipsas e le Ggev, (Guardie giurate ecologiche volontarie) per la vendita di quintali di pesci siluro recuperato nei canali, che però ha trovato la dura opposizione delle Ggev. In verità non si tratterebbe di una vera e propria “vendita” ma di una “permuta”: il commerciante in cambio dei pesci siluro avrebbe fornito carpe e pesci autoctoni per il ripopolamamento di cave e fiumi. Ma a far scattare la decisione di non rinnovare la convenzione per il recupero dei pesci da parte della Fipsas c’è il fatto che le Ggev avrebbero messo in discussione l’onestà e la correttezza del gruppo dirigente della federazione stessa.

«Perché sprecare quintali di pesce siluro che sarebbe andato distrutto – ha detto il presidente Fipsas, Armando Rivi – E’ stata trovata una soluzione che può risolvere il problema del ripopolamento. Il ricavato di questa operazione va all’amministrazione provinciale. Il commerciante acquista i siluri e in cambio ci da carpe e pesci autoctoni. Non ci sono piaciute le dichiarazioni delle Ggev che ci hanno accusato di disonestà».

Tuttavia le Ggev sostengono anche una questione di principio: «Da regolamento, la Fipsas impone ai pescatori muniti di regolare licenza che pescano siluri, di distruggere questo tipo di pesce alloctono che non ha predatori e che ha cancellato numerose specie presenti nel fiume Po e poi veniamo a sapere che in fase di recupero viene venduto a un commerciante. Non ci sembra una cosa corretta».

Sulla questione delle concessioni di posti barca, scadute il 31 dicembre scorso, non si sa ancora nulla.

Inizialmente, la Regione aveva chiesto, per i concessionari della Lanca degli Internati di Gualtieri, di produrre un documento di valutazione di impatto ambientale ma per ottenenerlo era necessario rivolgersi a un professionista che aveva chiesto un preventivo di 6mila euro. Il che significava che ogni concessionario doveva sborsare una cifra di circa 550 euro. (m.p.)

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