Gazzetta di Reggio

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Morì la mamma del prete assolto chi causò lo scontro

di Tiziano Soresina
Morì la mamma del prete assolto chi causò lo scontro

Castelnovo Monti: il conducente 46enne perse i sensi per un problema cardiaco nel processo la perizia svela che l’incidente non avvenne per un colpo di sonno

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CASTELNOVO MONTI. In quel terribile scontro frontale fra due auto morì – il 7 agosto 2012 – la mamma di don Carlo Castellini e per quanto accaduto chi era al volante dell’altra macchina, cioè il venditore ambulante 46enne Rosario Celia, ha vissuto sino a pochi giorni or sono con un grosso senso di colpa.

Tormenti spazzati via – in tribunale a Reggio – da una perizia medico legale che ha spiegato perché quel giorno il 46enne perse il controllo della sua Audi A3 uscendo da una curva lungo la statale 63: non fu un colpo di sonno, bensì una perdita di coscienza legata ad disturbo cardiaco di cui soffre il venditore ambulante. Una spiegazione che gli è valsa l’assoluzione “perché il fatto non costituisce reato”.

Il sospetto che ci fosse qualcosa di strano nell’incidente in cui perse la vita la 78enne Lida Scaruffi (che viaggiava a bordo dell’auto guidata dal figlio, parroco di Rio Saliceto) era venuto fin dall’inizio all’avvocato difensore Costantino Diana (studio legale Cataliotti): strano un colpo di sonno di primo pomeriggio (erano le 14 quando avvenne l’incidente) ad una persona che stava tornado dal lavoro. In località “Croce”, uscendo da una curva, l’Audi A3 aveva invaso la corsia, centrando in pieno la Renault Clio su cui viaggiavano il sacerdote e sua mamma.

Il 46enne non aveva nè bevuto nè si era drogato (come appurato dalle indagini) e un mese dopo l’incidente aveva perso i sensi, complice un problema cardiaco. Alla luce di tutto ciò il legale ha chiesto al gup Antonella Pini Bentivoglio – quando poi è iniziato il processo per omicidio colposo– affinché un esperto potesse valutare se vi fosse correlazione fra il problema al cuore e quello strano colpo di sonno.

E il medico legale, alcuni giorni fa, ha effettivamente legato le due cose, parlando esplcitamente in aula di «perdita di coscienza per una sincope riflessa». Una valutazione che ha avuto un peso decisivo nell’emissione della sentenza d’assoluzione. Il 7 agosto di due anni fa il prete era partito in macchina da Rio Saliceto per andare a prendere la madre ed accompagnarla a Reggio dove doveva sottoporsi ad una visita specialistica. Le conseguenze di quell’impatto erano state tragiche per la 78enne: troppo gravi le fratture riportate in seguito allo scontro fra le due auto e i traumi provocati dall’airbag. L’anziana era spirata a bordo dell’elisoccorso, mentre veniva trasferita dall’ospedale di Castelnovo Monti al Santa Maria di Reggio. Il prete se l’era cavata con una frattura alla caviglia.

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