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Piste ancora chiuse la neve non scenderà prima di martedì

Piste ancora chiuse la neve non scenderà prima di martedì

Collagna, qualche fiocco potrebbe arrivare già domenica ma l’apertura degli impianti per il momento è rimandata
L'editoriale: l'Appennino deve cambiare passo

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COLLAGNA. Anche nelle ultime ore ha continuato a cadere la pioggia anziché la tanto agognata neve sul territorio appenninico. Una situazione in cui le due stazioni sciistiche di Cerreto Laghi e Febbio hanno dovuto semplicemente prendere atto della mancanza di condizioni minime per poter aprire le piste agli appassionati, per cui anche nella giornata di oggi saranno chiuse.

Qualche speranza in più per domenica, se ci saranno temperature che consentiranno di approntare un fondo dove sciare in sicurezza. A Cerreto si punta ad aprire il campo scuola e la pista uno, a Febbio il campo scuola e parte della Rescadore. Qualche speranza per l’arrivo di nevicate che siano abbastanza consistenti il meteo le concede per la prossima settimana.

Spiega infatti un approfondimento sui prossimi giorni del sito specializzato reggioemiliameteo.it: “L’espansione di un anticiclone sul nord Atlantico favorirà l’approfondimento di una saccatura dal mar di Norvegia al Mediterraneo centro-occidentale. Aria artica marittima raggiungerà quindi il nord Italia determinando un calo delle temperature. Alla ripresa delle precipitazioni prevista per martedì 20, la quota neve sarà dunque molto più bassa, con possibilità di un interessamento anche dei settori di pianura. Nei giorni a seguire, sarà probabile una risalita della quota neve fino alle medie altitudini (700-900m)».

In una stagione che fin qui è stata fortemente negativa per le attività sulla neve, sciistiche ma anche escursionistiche (scialpinismo, ciaspole, passeggiate in ambiente innevato ma anche la semplice gita con la famiglia, con bob o slitte, per divertirsi tutti insieme), l’arrivo di qualche bella nevicata potrebbe rappresentare un ottimo viatico per l’ultima parte dell’inverno, che tradizionalmente viene considerata comunque nelle stazioni più importanti quella di “alta stagione”.

Sarebbe molto importante per l’Appennino, non solo per gli introiti che ruotano attorno alle due stazioni (con possibilità di apertura anche di Ventasso che finora non ha potuto accogliere gli appassionati contando esclusivamente su innevamento naturale), ma anche per un indotto molto più vasto rappresentato da negozi, ristoranti, seconde case, servizi turistici in genere. (l.t.)

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