Gazzetta di Reggio

Reggio

dopo napolitano

Quirinale, reggiani divisi tra continuità e ricambio

di Luciano Salsi
Quirinale, reggiani divisi tra continuità e ricambio

I democratici chiedono una figura che prosegua l’opera di Napolitano Spadoni (M5s): «No a un politico». Da Mussini (gruppo misto) l’ok a Prodi

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Nessuno fa volentieri dei nomi, temendo che possano essere bruciati. Tuttavia, dalle prime esternazioni dei deputati e senatori reggiani emerge almeno l’identikit del futuro capo dello stato, dopo le preannunciate dimissioni di Giorgio Napolitano. I democratici tendono a delineare un personaggio simile al suo predecessore, per il quale manifestano una stima che rasenta la devozione. La rappresentante del Cinque Stelle, al contrario, vorrebbe una figura del tutto diversa. In quanto al genere, neppure le donne esprimono una netta preferenza.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.10684012:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.10684012:1649439466/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

«Il prossimo presidente – dice il deputato Pd, Maino Marchi – dovrà avere alle spalle un’esperienza politica per sapersi muovere con autonomia e forza come un arbitro, un garante e una guida». Occorre, a suo parere, assicurare la continuità: «Avremo una situazione per molti versi simile a quella del novennato di Napolitano finchè non avremo completato le riforme costituzionale ed elettorale. Servirà ancora, perciò, una figura autorevole e autonoma che aiuti a portare a termine questo processo».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.10684010:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.10684010:1649439466/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Anche la deputata Pd, Vanna Iori, auspica un presidente «capace di ripercorrere le orme di Napolitano per l’alta statura morale e il grande senso delle istituzioni», che sia «garante di tutte le componenti politiche, dotato di una dimensione europea e internazionale, lungimirante e capace di infondere fiducia ed empatia». «Non è necessario – precisa – che sia un parlamentare. Può essere anche un magistrato, ma con esperienza politica».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.10684011:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.10684011:1649439466/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Antonella Incerti, deputata democratica, conviene sul «profilo politico, non tecnico» e sul prestigio in ambito europeo: «La saggezza – aggiunge – è la dote più utile in questa fase di transizione in vista delle riforme. Non credo che il presidente sarà una donna, benchè tutte noi lo auspichiamo come un segno importante».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.10684014:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.10684014:1649439466/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Il civatiano Paolo Gandolfi non ne fa una questione di genere, ma azzarda un nome: «Emma Bonino la voterei al volo. Anzitutto, però, da reggiano esprimo la preferenza per Romano Prodi, Graziano Delrio o Pierluigi Castagnetti. Quella di Prodi è una candidatura molto impegnativa, che non deve essere avanzata per ragioni tattiche, ma per far capire che raccoglie un grosso consenso. In ogni caso il presidente deve essere una figura che, come la Bonino, salti gli schemi dei partiti».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.10684013:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.10684013:1649439466/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

La senatrice Pd, Leana Pignedoli, concorda su un personaggio al di sopra delle parti, «capace di gestire questa difficilissima fase di transizione tenendo unito il paese e infondendogli fiducia e forza». «Di fronte all’attuale scontro di civiltà – sottolinea – occorre grande equilibrio, autorevolezza e responsabilità».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.10684009:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.10684009:1649439466/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

La senatrice Maria Mussini ritiene che il gruppo misto, al quale appartiene dopo il distacco dal M5s, abbia un ruolo di “ago della bilancia” nella scelta del capo dello stato: «Ci siamo già confrontati – spiega – e vogliamo una figura di garanzia nei confronti del potere legislativo ed esecutivo. Deve avere un’esperienza parlamentare affinchè non compia, come Renzi, gesti di incompetenza o di sgarbo. Prodi presenta una serie di requisiti con garanzie importanti».

La pentastellata Maria Edera Spadoni desidera invece una persona che, a differenza di Prodi, sia «al di fuori del sistema politico»: «L’importante – dice – è che si distingua per l’etica e l’onestà. In ogni caso saranno i cittadini a scegliere con le quirinarie». Il suo giudizio su Napolitano è drastico: «Non ha garantito un ruolo super partes, prendendo posizione contro il M5s. Ha firmato leggi vergognose, come il lodo Alfano e il fiscal compact».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google