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Seminò il terrore: 7 anni e mezzo di cella

di Tiziano Soresina
Seminò il terrore: 7 anni e mezzo di cella

Il 21enne che tentò di investire gli agenti si scusa in aula: «Ma non so perché l’ho fatto». Il legale: «Ha bisogno di cure»

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REGGIO EMILIA. Ha seminato il panico in centro storico, mettendo in serio pericolo la vita di diverse persone solo perché aveva rubato un piccolo fuoristrada e non voleva essere arrestato: a sette mesi da quella folle mattina a tutto gas, il tunisino 21enne Sami Hachana è stato condannato a 7 anni e mezzo di reclusione.

In aula, difeso dall’avvocatessa Carmen Pisanello, il giovane nordafricano ha dato una spiegazione disarmante di quanto accaduto: «Avevo rubato il fuoristrada per fare un giro, perché anche se non ho la patente, so guidare. Quando ho visto l’arma puntata di un poliziotto ho preso paura e ho schiacciato sull’acceleratore. Chiedo scusa per quanto combinato».

Il pm Stefania Pigozzi – che l’ha accusato di tentato omicidio, rapina impropria aggravata e resistenza aggravata a pubblico ufficiale – ha chiesto una condanna più dura (12 anni di carcere), ma la Corte (presieduta da Francesco Caruso) ha ritenuto le attenuanti prevalenti sulle aggravanti, emettendo una pena più contenuta ma pur sempre pesante.

«La condanna è equilibrata – commenta a fine-udienza l’avvocatessa Pisanello – resta però il problema dell’atteggiamento scarsamente consapevole del mio assistito che ancora non si spiega peché sia accaduto tutto questo. Sarebbe necessario che intraprendesse un percorso psico-terapeutico che lo aiuti a prendere coscienza di sè e di quello che gli si dice ed avviene attorno a lui».

Dal quel giorno folle il tunisino è in carcere, nessuno lo va a trovare in cella, non ha punti d’appoggio a Reggio. Prima di quell’assurda scorribanda non aveva un lavoro ed era uscito da poco dal carcere per aver finito di pagare i conti con la giustizia per altri reati commessi. Una persona, al tirar delle somme, socialmente pericolosa che, se non curata adeguatamente, potrebbe ricadere in gesti così rischiosi per la comunità una volta ritornato in libertà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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