Il Movimento 5 Stelle «Iren fa il privato con i soldi pubblici»
REGGIO EMILIA. Se è vero che la commissione convocata per discutere della scandalosa buonuscita erogata da Iren all’ex Ad di Iren, Nicola De Sanctis è filata via senza clamorose polemiche, il giorno...
REGGIO EMILIA. Se è vero che la commissione convocata per discutere della scandalosa buonuscita erogata da Iren all’ex Ad di Iren, Nicola De Sanctis è filata via senza clamorose polemiche, il giorno dopo, il Movimento 5 Stelle (che questa commissione avevano chiesto formalmente) non è affatto soddisfatto delle risposte fornite dal sindaco Luca Vecchi: «Iren - scrive la consigliera Alessandra Guatteri in una nota - si configura sempre di più come una società privata che gestisce beni pubblici privatizzando gli utili, scaricando sui cittadini tutti le proprie scelte di investimento rovinose e con una gestione dei premi di risultato ai manager che prescinde da obiettivi assegnati. Privata quando fa comodo e pubblica quando c’è da tirare fuori i soldi». Affermazioni forti, a supporto delle quali la Guatteri porta alcuni esempi: «Il rigassificatore Olt, a Livorno che è stato riconosciuto infrastruttura strategica ed essenziale per il sistema nazionale del gas dal Ministero per lo Sviluppo Economico, nel 2015 costerà a noi cittadini 83 milioni di euro in quanto ha diritto a un fattore di garanzia, cioè gode di una tariffa garantita anche in caso di inattività, Il costo, tra l’altro, raddoppierà rispetto ai due anni precedenti (nel 2013 e 2014 era di 45 milioni di euro) e ce lo ritroveremo nella bolletta del gas. A questo proposito alcuni eurodeputati del Movimento 5 Stelle hanno presentato una interrogazione alla Commissione Europea». Poi la Guatteri passa al tema della commissione: «De Sanctis ha percepito un premio di risultato (oltre a compensi e buonuscita) nonostante, come ammesso dal sindaco di Reggio, non sia stato in grado di presentare un piano industriale e non abbia sviluppato l'integrazione aziendale. Il tutto sempre a carico nostro». La Guatteri poi se la prende con i soci pubblici, «che hanno conferito ad Iren tutto il nostro patrimonio di beni comuni, non sanno mai niente. Pare che nessuno abbia il dovere di informarli e sembra che loro non abbiano il diritto di avere informazioni sull’operato degli stesi amministratori che hanno scelto.Orecchie, occhi e soprattutto bocche sigillate». E la conclusione, amara: «La distanza tra Iren e i cittadini è ormai incolmabile».
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