Bonvicini lascia: motivi personali
Il capogruppo di “Gualtieri Viva” era uscito dal consiglio prima dell’odg su Iren
GUALTIERI. Viscardo Bonvicini, capogruppo di "Gualtieri Viva", si è dimesso per motivi personali. Al suo posto subentrerà Maria Rosa Simonazzi, prima dei non eletti, dipendente della cantina sociale di Gualtieri. Durante la seduta che si è svolta mercoledì scorso, Viscardo Bonvicini è uscito dall'aula senza alcun motivo apparente: il fatto è avvenuto a metà consiglio prima della discussione sull’ordine del giorno sui maxicompensi Iren poi votato all'unanimità. Qualcuno aveva sospettato che Bonvicini, essendo dipendente di Iren, fosse uscito dall'aula per non votare il documento. Poi ieri mattina, il sindaco Renzo Bergamini, ha ricevuto la comunicazione delle dimissioni del capogruppo di minoranza motivate da problemi personali. La surroga avverrà nel prossimo consiglio comunale utile.
Intanto il consiglio comunale di Gualtieri ha votato all’unanimità un ordine del centro per protestare contro i compensi inaccettabili di Iren. «Di fronte alle cifre manifestamente sproporzionate che Iren ha riconosciuto all' ad uscente Nicola De Sanctis a titolo di "buonuscita" e per la permanenza in Iren nell'anno lavorativo 2015 - si legge nel testo - e considerata la difficoltà della gran parte delle famiglie a pagare le bollette di acqua e gas e nel contempo il carattere di società partecipata dal pubblico rivestita dalla stessa; rilevata la contraddittorietà dei singoli elementi che costituiscono la somma elargita, specie laddove si parla di riconoscere un compenso per trattenere colui che, nei fatti, "fuoriesce" dalla società, il consiglio comunale invita il sindaco Renzo Bergamini, quale espressione del Comune di Gualtieri, azionista di Iren, a continuare a farsi portavoce nei confronti degli altri sindaci reggiani e l'azienda stessa della contrarietà verso questi vergognosi compensi» Va ricordato che De Sanctis, ex ad "degradato" a semplice dirigente di Iren per volontà del comune di Genova, ha ricevuto un premio di produzione di 50mila euro e un benefit di altri 900mila euro. Somme che si sono aggiunte allo stipendio da 400mila euro l'anno e che hanno fatto infuriare i cittadini.(m.p.)
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