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ARRIVA IL MINISTRO

Convegno per l’anniversario poi scatta la spending review

Convegno per l’anniversario poi scatta la spending review

REGGIO EMILIA. Oltre al taglio della produzione, il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha deciso di mettere in cantiere una pesante “spending review”, proposta dal Consiglio, che porterà ad un taglio,...

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REGGIO EMILIA. Oltre al taglio della produzione, il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha deciso di mettere in cantiere una pesante “spending review”, proposta dal Consiglio, che porterà ad un taglio, sulle sole spese di struttura, di 700mila euro e ad un calo complessivo del bilancio per 3,5 milioni, mentre nessun aumento è previsto sui contributi versati dai caseifici, fermi dal 2003. Come? Intanto con la razionalizzazione nelle sponsorizzazioni e poi con la ricontrattazione delle condizioni con alcuni partner commerciali, senza intaccare però il personale che lavora nell’ente. Anche in questo caso l’obiettivo è ambizioso ma necessario per non sprecare risorse sempre più preziose.

L’ultima fiammata in grande stile ci sarà il 31 gennaio, quando è stato fissato il convegno celebrativo degli 80 anni dalla nascita dello storico Consorzio. Si terrà nella fastosa cornice della Rocca Meli Pupi di Soragna, proprio dove (il 26 luglio 1934) nacque la storica unione tra produttori e territori sotto un unico simbolo. Ai lavori dovrebbe essere presente anche il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina.

Il convegno offrirà lo spunto per dare sfogo a moltissimi argomenti sul tavolo. Tra questi l’annoso problema della vendita delle forme. I produttori mungono il latte, i casari lo trasformano in formaggio; dopo 12 mesi di stagionatura viene marchiato e dopo 15 viene venduto ai commercianti, che terminano la stagionatura e poi trattano la vendita finale con la grande distribuzione. Questo ultimo passaggio determina i margini di prezzo. Ma proprio qui, allevatori e casari non riescono a intervenire. Eppure il business c’è: lo conferma l’acquisizione di pochi giorni fa messa a segno dalla Granarolo, che ha rilevato il controllo di Gennari, società parmense del Parmigiano reggiano, grano padano e prosciutto crudo di Parma. (e.l.t.)

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