Festival Eleva “rumoroso”, inchiesta archiviata
Il caso arrivò fino in Sala Tricolore perché la Municipale multò un evento autorizzato dal Comune
REGGIO EMILIA. Tutto archiviato. Finisce così la denuncia delle polemiche contro il festival “Eleva 2.0”: una manifestazione dedicata alla musica elettronica del tutto autorizzata dal Comune svolta nella suggestiva cornice dei Chiostri di San Pietro che, però, lo scorso settembre aveva attirato le ire dei residenti di quella porzione di centro storico. Infastiditi dall a musica giudicata troppo alta.
Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Giovanni Ghini, su richiesta stessa del pubblico ministero, la dottoressa Maria Rita Pantani. Era il 14 settembre quando verso mezzanotte e mezza alla Municipale era arrivata la chiamata di un residente: si lamentava per il troppo rumore dovuto a quella festa.
Quando sul posto erano arrivati gli agenti, il responsabile dell’evento Marco Vicini presidente del circolo Arci Tunnel era stato disponibile dall’abbassare un po’ il volume, tuttavia aveva ribadito di essere stato autorizzato dal Comune di poter fare musica fino alle 2 di notte. Nonostante questo, era scattato il verbale contestando l’articolo 659 del codice penale: disturbo alla quiete pubblica. La vicenda divenne un vero e proprio caso, tale da finire in consiglio comunale.
Il consigliere del Pd, Lanfranco De Franco, presentò un ordine del giorno chiedendo chiarezza su una questione che pareva assurda: prima il Comune autorizza, poi punisce. Mentre Vicini ed Eleva incassarono la solidarietà di molti, soprattutto dei più giovani: l’evento infatti ebbe il pregio di portare in centro un migliaio di giovani.
A mettere un punto alla vicenda giudiziaria di Marco Vicini, difeso dall’avvocato Federico Bertani, ci ha pensato in prima battuta lo stesso pubblico ministero. Maria Rita Pantani analizzati gli atti della Municipali ha inviato al gip la richiesta di archiviazione sostenendo che non ci fossero elementi sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio.
«Quanto meno – scrive – sotto il profilo soggettivo, trattandosi di un evento regolarmente autorizzato. Peraltro nell’informativa gli agenti danno atto che la musica si udiva “a volume elevato”, senza ulteriore specificazione di entità, stante anche l’ora non necessariamente tarda nella serata (il sabato). Non si può neppure dire essere stata raggiunta la prova di un superamento del limite oggettivamente tollerabile».
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