«Il Comune istituisca il garante dei detenuti»
REGGIO EMILIA. Non accenna a placarsi l’eco per l’incredibile morte di un ragazzo di 24 anni ricoverato all’Opg di Reggio, raccontata proprio da queste colonne. Dopo la dura presa di posizione di don...
REGGIO EMILIA. Non accenna a placarsi l’eco per l’incredibile morte di un ragazzo di 24 anni ricoverato all’Opg di Reggio, raccontata proprio da queste colonne.
Dopo la dura presa di posizione di don Daniele Simonazzi, cappellano della struttura, ora sulla tragica morte di Daniele De Luca interviene anche il consigliere comunale del Pd Daniele Marchi che chiede formalmente al sindaco di istituire - così come già accade a Bologna, Parma, Piacenza Rimini e Ferrara - la figura del Garante per i diritti dei detenuti. «Non entro nel merito della vicenda - scrive Marchi in una nota - che non conosco e che ha un procedimento in corso. Ma bisogna dirlo: aspettare due anni per avere una verità, per quanto parziale come quella giuridica, non è accettabile. Sapere cos'è successo e fare in modo che non succeda più, è una delle domande più forti che le vittime e i loro familiari fanno. Ogni attesa, ogni ritardo, ogni rinvio accrescono il senso di ingiustizia. Ingiustizia che, paradossalmente, è intrinseca in un'istituzione che avrebbe già dovuto essere chiusa ("superata" per l'esattezza) già dal primo febbraio 2013. Ma è ancora lì, in attesa, con tutte le criticità di prima a cui si aggiunge l'incertezza di una riforma in cui ideologia e ipocrisia rischiano di fare più male che bene». E anche Marchi sottolinea la gravità della situazione citando le parole di denuncia di don Simonazzi: «Il cappellano della struttura - scrive ancora il consigliere comunale - Il Cappellano, Don Daniele Simonazzi, non ha esitato a definire la situazione dell'OPG di Reggio "da denuncia". Sapere che un ricoverato, senza gambe, mangia a terra "come i cani", non può lasciarci indifferenti, né tanto meno inerti.
Le difficoltà di coordinamento e convivenza tra le amministrazioni non possono essere un alibi. La buona volontà degli operatori della struttura, in certi casi davvero straordinari, non basta e non può reggere all'infinito». Ed è per questo che Marchi chiama in causa il Comune: «Credo che il Comune di Reggio - scrive - possa e debba farsi presente, essere consapevole e nei limiti delle proprie competenze, agire. Personalmente mi impegnerò a chiedere la convocazione di una Commissione in cui chiedere conto sulle condizioni della struttura e sul processo di superamento e solleciterò la visita (già in agenda, per altro) del sindaco Luca Vecchi. Infine ritengo utile che il Comune di Reggio si doti della figura del Garante per i diritti dei detenuti, figura già presente a livello regionale e nei Comuni di Bologna, Parma, Piacenza, Rimini e Ferrara».
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