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Il Consorzio di tutela “interrogato” in Senato

Il Consorzio di tutela “interrogato” in Senato

E’ stata fissata per oggi l’audizione davanti alla Commissione agricoltura, l’obiettivo è valutare le scelte prese di fronte alla congiuntura negativa

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REGGIO EMILIA. Il Parmigiano Reggiano arriva oggi in Senato. La Commissione agricoltura analizzerà le vicende e le problematiche legate al nostro tipico formaggio e valuterà il modo in cui il Consorzio di tutela sta cercando di affrontare le difficoltà del settore.

I disagi maggiori, va ricordato, si collegano allo scarso riconoscimento economico che viene garantito ai produttori di latte i quali stentano a coprire i costi di una attività faticosa e complessa, vincolata da regole rigidissime e appunto troppo poco remunerata. Di sicuro incassano molto meno degli anni scorsi. Tanto che decine di allevatori, in particolare quelli che operano in zone montane, sono tentati dalla voglia – e dalla necessità – di sospendere l’impegno e di passare la mano. In modo particolare quando è stato loro necessario affrontare corposi investimenti per migliorare le tecnologie e la dotazione impiantistica.

Sono gli stessi che non vedono di buon occhio la decisione dell’ente di tutela di ridurre i quantitativi di latte, e quindi di formaggio, per limare l’immissione di nuove forme sul mercato nella speranza di rialzare le quotazioni mercantili.

Temono ne possa approfittare la concorrenza e che si rischi di far saltare i risicati bilanci dei produttori. I senatori – fra i quali anche la nostra concittadina Leana Pignedoli – sentiranno i rappresentanti del Consorzio di tutela e valuteranno gli indirizzi assunti di fronte alla congiuntura negativa. Dalle conclusioni che verranno tratte potrebbero derivare eventuali interventi governativi per sostenere una categoria produttiva che può vantare tanti meriti ma che ha sempre avuto scarsi riconoscimenti economici.

«Siamo stati costretti, nostro malgrado, a proporre una riduzione del 5 per cento – ha affermato il presidente del Consorzio Alai – a seguito del calo dei consumi interni».

E quelli esteri, per quanto in ascesa, non riescono a compensare, al momento, la fase critica che ha contrassegnato il 2014. In campo internazionale le concorrenza riesce più facilmente ad imporre prodotti alternativi; le imitazioni sono quasi quotidiane, le abitudini e le consuetudini alimentari (qualche volta addirittura religiose) sono difficili da modificare. Di tutto ciò si parlerà dunque oggi a livello ministeriale. A breve si potrà poi verosimilmente sapere se scaturiranno indicazioni e verranno assunte decisioni a favore di un settore produttivo tanto significativo che merita di essere protetto. (l.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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