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Le Municipali italiane dicono «no» alle mafie

Le Municipali italiane dicono «no» alle mafie

Brescello: in piazza gli agenti di mezza Italia hanno celebrato il santo patrono Premiata Catia Silva (Lega): «Sempre in prima linea, nonostante le intimidazioni»

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BRESCELLO. È stata celebrata in piazza a Brescello la festa di San Sebastiano, patrono della polizia municipale, che ha visto partecipare una cinquantina di agenti provenienti dall'Emilia Romagna, dalla Toscana, dalla Calabria e dalla Sicilia. La cerimonia, seguita da diversi cittadini, si è aperta con il discorso del segretario generale Mario Assirelli, preceduto dagli onori alla bandiera italiana con picchetto d’onore, ed è proseguita con l’intervento del sindaco Marcello Coffrini e della consigliera regionale Roberta Mori.

Il segretario Assirelli ha ribadito quanto la polizia locale sia radicata sul territorio, svolgendo un servizio di prossimità e vicinanza verso i cittadini. Successivamente si è celebrata la messa nella chiesa di Santa Maria Maggiore, durante la quale è stata ricordata l’agente francese Clarissa Jean-Philippe, assassinata mentre stava adempiendo il proprio dovere nel corso degli attentati che si sono verificati nei giorni scorsi a Parigi.

A seguire, si è svolto il corteo, al termine del quale il parroco don Evandro Gherardi ha benedetto i veicoli di servizio della polizia municipale, parcheggiati sulla piazza. La cerimonia si è quindi conclusa con la deposizione della corona del Sulpl (sindacato unitario lavoratori polizia locale) presso il monumento dei caduti di tutte le guerre.

La scelta del sindacato di svolgere la manifestazione proprio a Brescello va ricondotta alla volontà di dare un segnale ben preciso: insieme alla cittadinanza e alla società civile ribadire il proprio «no» a ogni forma di mafia e di condizionamento mafioso, in una terra che sta cercando di reagire alle infiltrazioni. Nel corso della giornata è stato consegnato anche un attestato a una cittadina brescellese, Catia Silva (segretaria locale della Lega Nord): «Per essere stata sempre in prima linea, sia come cittadina che come esponente politica, nella lotta alla ’ndrangheta – nonostante i diversi episodi di intimidazione e minaccia da parte di presunti esponenti mafiosi – con alto senso civico e coraggio, provvedendo, a discapito della propria incolumità, a denunciare pubblicamente e penalmente gli autori». (a.v.)

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