Gazzetta di Reggio

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Unioni, tre Comuni per il Viminale non sono in regola

di Evaristo Sparvieri
Unioni, tre Comuni per il Viminale non sono in regola

Vetto, Rolo e Vezzano dovranno associare tutte le funzioni La Provincia incontra i sindaci per la mobilità dei dipendenti

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REGGIO EMILIA. Non solo le Province. È caos anche per le Unioni, con il rischio di un commissariamento da parte del prefetto per le amministrazioni che non si adeguano. A Reggio, a rischiare, potrebbero essere Vetto, Vezzano e Rolo. È quanto previsto da una procedura avviata dal ministero dell’Interno, che chiede alla Prefetture di rendere effettivi gli obblighi di gestione associata delle funzioni per i Comuni fino a cinque mila abitanti, che scendono a tremila se appartenenti a Comunità montane. Dal primo gennaio, infatti, queste amministrazioni dovevano associare tutte le loro funzioni, con l’esclusione dei servizi di anagrafe e di stato civile, affidandole a Unioni composte da almeno tre Comuni e diecimila abitanti, oppure attraverso convenzioni triennali. Una decisione nata in funzione di una ridefinizione della spesa pubblica, che per il momento nella nostra Provincia vede “non in regola” le amministrazioni di Vetto, Vezzano e Rolo. Il motivo? Pur appartenendo ad Unioni, non hanno messo a sistema tutte le funzioni indicate dal ministero. Di qui la necessità trovare una soluzione.

A Vezzano, ad esempio, è già arrivata una lettera del prefetto, Raffaele Ruberto, che chiede al sindaco Mauro Bigi il da farsi. Un avvertimento al quale, se i tempi dovessero allungarsi, potrebbe seguire una diffida.

«In una logica di razionalizzazione era più giusto ed efficiente che lo Stato decidesse il numero minimo di abitanti per Comune, anche cinquemila, piuttosto che fare un’operazione del genere, dando un termine massimo per avviare progetti di fusione tra questi Comuni – commenta il sindaco di Vezzano, Mauro Bigi, membro del consiglio regionale dell’Anci – In Italia ci sono 5.300 Comuni sotto i cinquemila abitanti. Si sarebbe subito dimezzato il loro numero». Bigi si dice comunque non preoccupato per la procedura ministeriale, dal momento che starebbe avviando progetti di convenzione per i servizi che restano da associare. Secondo il sindaco vezzanese, tuttavia, «la scelta del governo di non aver spinto per le fusioni, preferendo percorrere la strada delle Unioni, fa sì che per i Comuni delle Unioni non ci sarà un’effettiva riduzione dei costi, nè una maggiore efficienza dei servizi». Insomma, «le fusioni abbassano i costi, le Unioni no».

Non solo. «Verso i piccoli Comuni c’è un accanimento terapeutico che non tiene conto del fatto che il costo pro-capite di un’amministrazione come la nostra è anche quattro volte inferiore a quella di una grande città». E se ora anche i piccoli Comuni si trovano nel pieno caos del riordino istituzionale, per la nuova Provincia il percorso intrapreso verso la ridefinizione di deleghe e funzioni oggi prevede nuove tappe. Proprio oggi, alle 15, è previsto un tavolo tra Provincia e Unioni per stabilire l’avvio di eventuali mobilità da parte dei dipendenti provinciali. Altro punto all’ordine del giorno è il progetto della Stazione Unica Appaltante per le opere pubbliche. Il confronto continuerà domani con i sindacati, alle 14,30, per aggiornarli sulle novità emerse dopo gli incontri con il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e i sindaci della Provincia.

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