Auschwitz, lezione in Gazzetta
Ieri nella nostra redazione la preparazione al Viaggio della Memoria di due classi dello Scaruffi
REGGIO EMILIA. In Gazzetta per prepararsi al Viaggio della Memoria, da Reggio fino al simbolo dell'orrore del Novecento, il campo di Auschwtiz/Birkenau. Ieri mattina la redazione della Gazzetta di Reggio ha ospitato due classi dell'istituto “Scaruffi-Levi-Tricolore” che a fine febbraio prenderanno parte al Viaggio della Memoria 2015 di Istoreco diretto in Polonia, a Cracovia e al complesso di campi di Auschwitz/Birkenau.
Un progetto con quindici anni di storia, che in questa edizione coinvolgerà più di mille studenti delle scuole superiori reggiane. L'occasione, la lezione preparatoria che Matthias Durchfeld di Istoreco tiene in ogni classe che partecipa al Viaggio. Invece che andare in aula, però, questa volta ci si è trasferiti in Gazzetta, a testimonianza della forte collaborazione fra il Viaggio e il giornale. Con Durchfeld ha parlato ai ragazzi il caporedattore Andrea Mastrangelo, che ha accolto i futuri viaggiatori raccomandando loro di non aver paura di fare domande, mai, e di prepararsi a raccontare con i loro occhi, con le loro emozioni, quello che si apprestano a conoscere. Accompagnati dal docente Luca Bassi, li hanno ascoltati due gruppi. Yvan Bonci, Matteo Incerti Ugoletti, Felicity Debrah, Walter Gerace, Simone Pedroni, Alessandra Baravelli, Gennaro Brancaccio, Angelo Luo, Adelmo Chiesi, Giulia Campani, Martina Sanfilippo e Ornella Puccia della quinta A – Afm. E Melissa Bonazzi, Giulia Castagnetti, Valentina Paradiso, Roxana Chichernea, Pietro Teggi, Nunzia Rivieccio, Michale Acito, Francesco Cauti, Gianluca Pezzi, Luca Bertucci e Filippo Carra della 4 F – Sia. L'incontro anticipa un altro momento preparatorio in programma questa mattina al teatro Valli, quando tutte le classi del Viaggio incontreranno quattro resistenti reggiani, Giacomina Castagnetti, Giacomo Notari, Giovanna Quadreri e Francesco Bertacchini.
Se oggi si parla di Resistenza, ieri si è ragionato di oppressione, di quello sterminio di un intero popolo che a Birkenau ha raggiunto il suo “apice organizzativo”. Ma che iniziava ovunque in Europa, anche a Reggio Emilia, come ha ricordato pochi giorni fa la posa delle pietre d'inciampo dedicate a dieci ebrei reggiani deportati e morti proprio a Auschwitz. Durchfeld ha ripercorso il cammino del progetto concentrazionario nazista, che inizia a metà degli anni '30 con i campi di lavoro per i “non nazisti” da rieducare e che, dopo la seconda guerra mondiale voluta proprio dalla Germania hitleriana, cambia la propria prospettiva, arrivando sino allo sterminio pianificato di milioni di persone, prigionieri di guerra, dissidenti, disabili e razze ritenute “inferiore”. Una scia di morte infinita che ha segnato anche Reggio e che ha come simbolo proprio il campo di sterminio di Birkenau, progettato per garantire la massima funzionalità a un solo scopo: l'eliminazione e lo “smaltimento” dei corpi di oltre un milione di persone.
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