Hotel Morandi, il caso all’antiterrorismo
Dopo l’evacuazione di sabato per due clienti sospetti ora indagano i magistrati di Bologna
REGGIO EMILIA. La conferma arriva dal procuratore capo di Reggio, Giorgio Grandinetti: della vicenda dell’hotel Morandi, evacuato sabato mattina dalle forze dell’ordine, è stata informata anche la procura di Bologna. Titolare in materia di terrorismo.
Segno che la lente sotto la quale si guarda a quanto accaduto in via Emilia San Pietro, rientra dentro queste categoria.
Si cercavano eventuali armi o esplosivi nella stanza al secondo piano della struttura alberghiera. La stanza che era stata presa da due individui che, però, dopo aver sostato qualche ora nella hall ed essere, solo uno dei due, salito al piano di sopra, poi se ne erano andati senza pagare e senza utilizzare la stanza prenotata. Un atteggiamento sospetto, legato anche altri particolari sui quali le bocche restano cucite, che aveva indotto le forze dell’ordine a intervenire.
Gli investigatori della Digos stanno lavorando ancora sui documenti dei due clienti, di nazionalità franco-algerina. E sulle immagini registrate dal sistema di video sorveglianza nei pressi della struttura alberghiera. Per cercare di avere risposte, dopo la straordinaria mobilitazione di sabato mattina. Erano circa le 8, infatti, quando tutti gli occupanti dell’hotel erano svegliati e fatti evacuare. Poi, l’intero tratto di strada davanti all’albergo era stata chiusa, mentre sul posto erano arrivati carabinieri, polizia, vigili del fuoco. Infine, anche gli artificieri dell’Arma richiamati da Rimini dove erano in servizio. L’alloggio era stato controllato. Senza, però, trovare nulla di anomalo, avevano fatto sapere poi dalla questura. Ma il mistero resta.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
