Gazzetta di Reggio

Reggio

La moschea di via Gioia per il Tar è irregolare

di Elisa Pederzoli
La moschea di via Gioia per il Tar è irregolare

Lo ha detto l’assessore Pratissoli rispondendo a una interpellanza di Pagliani (FI) «Anche la Comunità islamica vuole mettersi in regola e ha pronto un progetto»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. I locali della «moschea» di via Gioia a reggio non sono conformi alle attività di culto che vi si svolgono, e dovranno essere ripristinati secondo l'originaria destinazione d'uso dell'edificio. Lo ha stabilito il Tar, con una sentenza arrivata a cavallo di fine anno, e comunicata ieri in Consiglio comunale dall'assessore all'urbanistica Alex Pratissoli, in replica ad un'interpellanza del capogruppo di Forza Italia Giuseppe Pagliani. La comunità islamica si era rivolta al tribunale amministrativo contro i rilievi urbanistici mossi dal Comune, al contrario di quanto fatto per i locali di via Piccard, anche questi sede di preghiera degli islamici, che avevano invece deciso di adeguarsi alle prescrizioni. Nel suo intervento in Sala Tricolore, l’assessore Pratissoli ha spiegato che «non sono previste sanzioni pecuniarie: l'esborso economico è circoscritto ai lavori per il ripristino della situazione precedente o, qualora fosse possibile, ai costi legati al cambio di destinazione d'uso». Quanto alle attività di culto, il sindaco ha spiegato che per il momento non dovranno interrompersi: «Insieme alla fondazione mondoinsieme e alla comunità che abitualmente si ritrova in via Gioia - ha detto Vecchi - abbiamo tracciato un percorso per condividere le scelte e riassorbire situazioni di irregolarità». Tra i protagonisti di questo percorso vi è anche l'assessore alla città internazionale Serena Foracchia che proprio nei giorni scorsi aveva fatto visita al centro islamico e aveva potuto vedere il progetto di ristrutturazione che la stessa comunità sta cercando di portare avanti.

In Comune escludono l’eventualità di uno sfratto dal momento che l’immobile in questione è di proprietà del Centro islamico.

Invero, l’interpellanza di Pagliani verteva sulla necessità che il Comune censisca tutti i luoghi di culto esistenti sul territorio. Un censimento che - ha spiegato Pratissoli - il Comune ha già iniziato a fare «essendoci assoluta consapevolezza della complessità in termini di impatto sociale ed urbanistico che questi ed altri luoghi di culto generano sul territorio». Per l'assessore dunque «è importante che le attività di tali organizzazioni siano non solo svolte nel rispetto della normativa e dei regolamenti comunali, ma anche che siano conosciute dall'amministrazione comunale stessa ed insediate in luoghi adatti da punti di vista della salute e sicurezza degli utilizzatori nonchè delle dotazioni territoriali minime necessarie per il corretto funzionamento del luogo di culto». l'incontro ed il dialogo con queste realtà, conclude l'assessore, «è quindi funzionale a costruire percorsi di conoscenza e confronto necessari per evitare fenomeni di isolamento».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google