Lezione di don Chavez a giovani e genitori
Bibbiano: il rettore emerito dei Salesiani all’istituto “Maria Ausiliatrice” per i 200 anni di don Bosco
BIBBIANO. Festa grande all’Istituto “Maria Ausiliatrice” per la visita del Rettore Maggiore emerito don Pascual Chàvez che per tre giorni ha riunito intorno a sé la famiglia salesiana lanciando un messaggio forte e chiaro con le parole di don Bosco stesso, a 200 anni dalla nascita del Santo: «Vi voglio felici nel tempo nell'eternità».
Prima la veglia davanti alla Croce Itinerante del bicentenario, poi l’incontro con genitori ed educatori sulla sfida educativa odierna a cui non sono voluti mancare nemmeno il vescovo della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla Massimo Camisasca e il vicesindaco Paola Tognoni, e infine la preghiera del mattino con i bambini e i ragazzi dell’Istituto di via Enrichetta Monti: la carica lasciata da don Pascual risuonerà a lungo nei cuori di tutti.
«Don Bosco ci ha lasciato tre indicazioni per essere felici – ha detto ai giovani – avere sempre una visione positiva, studiare per realizzare a pieno i propri talenti e fare di Gesù il vostro migliore amico, è Lui che riempirà di gioia la vostra vita. Ci sono tante occasioni intorno a voi, siate sempre attenti e impegnati a scoprire quanto di bello e di vero c'è nelle vostre giornate e nei vostri territori, continuando a coltivare sogni grandi: questa società è dura e se non siete preparati vi scarterà e vi sfrutterà».
Con gli adulti invece ha approfondito la necessità di affrontare con coraggio e capacità di mettersi in discussione l’emergenza educativa del presente, proprio come ha fatto don Bosco a Torino all’inizio di una Rivoluzione Industriale che aveva trovato impreparati giovani e famiglie.
«Le sfide che oggi ci sembrano insuperabili – ha detto il Rettore emerito – sono le stesse opportunità che don Bosco ha saputo cogliere due secoli fa: Dio ha un sogno per ognuno di noi e la scuola, come la Chiesa, devono essere in prima linea per permettere ai ragazzi di realizzarlo. Oggi più che mai è necessario passare da una proposta dell'obbligo a una pastorale della proposta, consapevoli del pluralismo in cui viviamo e pronti a dare per primi testimonianza dei valori che vogliamo comunicare».
«Ho fatto di tutto per esserci per conoscere personalmente don Pascual e per dare il mio sostegno al carisma educativo salesiano – ha detto il vescovo Camisasca – ringrazio questa comunità per l’opera che svolge ogni giorno, abbiamo bisogno di persone impegnate».
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