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«Opg, struttura inadeguata alla cura»

«Opg, struttura inadeguata alla cura»

L’Ausl dopo la notizia dell’inchiesta sul 29enne morto soffocato: «Le carenze logistiche sono di competenza del carcere»

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REGGIO EMILIA. «L’Opg è una struttura di tipo penitenziario completamente inadeguata alla cura di persone affette da malattia mentale, nonostante l’impegno dei professionisti che vi lavorano. Per quanto attiene alle carenze logistiche, strutturali e alberghiere ribadiamo che l'Azienda Usl non solo non ha il mandato per intervenire ma neanche la discrezionalità per farlo, trattandosi di interventi di stretta competenza della amministrazione carceraria».

E’ una presa di posizione netta quella che arriva dall’Azienda Usl sull’Opg di Reggio. Una reazione sollecitata anche dalla storia di Daniele De Luca: il ragazzo romano di 29 anni internato nella struttura di via Settembrini e morto due anni fa soffocato da una bistecca. Un caso sul quale è aperta un’inchiesta in procura e che aveva portato il sacerdote dell’Opg, don Daniele Simonazzi, a parole dure sull’inadeguatezza della struttura.

«Nel 2008, un cambiamento legislativo ha affidato al Servizio Sanitario Regionale la responsabilità sanitaria degli Opg mentre sono rimaste all’amministrazione penitenziaria tutte le competenze logistiche, amministrative e di custodia – chiarisce in una nota l’Ausl – Da allora l’impegno della Regione e dell’Azienda USL di Reggio per migliorare le condizioni di vita dei degenti e per riqualificare l’assistenza è stato massimo. Ci stupisce pertanto che si affermi il disinteresse dei dirigenti dell'Azienda Usl che al contrario garantiscono una presenza costante nella struttura. Come dimostrano dati oggettivi di facile riscontro, questo impegno si è tradotto nel forte potenziamento dell’organico sanitario, nel miglioramento della qualità dell’assistenza, in un grande lavoro di dimissione e nella riduzione del sovraffollamento (i pazienti che erano più di 300, oggi sono 142), nell’apertura di 4 reparti su 5 (ciò significa che i pazienti, a differenza di prima, non sono ristretti nelle celle ma liberi di muoversi all’interno del reparto stesso), nell’abolizione della contenzione meccanica (di cui prima veniva fatto un uso massiccio). Ciononostante, le contraddizioni di una struttura deputata alla cura, ma ospitata in un istituto di pena non sono sanabili che con il suo superamento».

Da qui il percorso legislativo per arrivare alle Rems, residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza. «Il 31 marzo 2015 è la data prevista dalla Legge 81 per il superamento degli Opg. La Regione Emilia Romagna si sta attrezzando per riuscire: sarà possibile quando tutte le regioni italiane garantiranno quanto previsto, cioè quando saranno in grado di accogliere i loro pazienti».

Sul tema interviene anche la parlamentare del Pd, Vanna Iori. «Condivido le parole del ministro Orlando sulla necessità di non rinviare ulteriormente la chiusura degli Opg: è fondamentale per vari motivi, a partire dalla necessità di considerare l’internato come una persona da riabilitare, fisicamente e psicologicamente, e non come un oggetto abbandonato a se stesso, come purtroppo avviene in molti Opg fatiscenti, caratterizzati da condizioni umane e igieniche al limite della decenza» sono le parole della deputata membro della Commissione Giustizia.

E conclude: «La vicenda che ha coinvolto Daniele De Luca nell’Opg di Reggio non può farci rimanere inermi».

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