«Pd contro la mafia? Allora deve sfiduciare Coffrini»
Brescello: attacco di Fabbri, capogruppo leghista in Regione «Bonaccini induca il partito a sfilarsi da questa vergogna»
BRESCELLO. Non si placa, a Brescello, il vento della polemica. Durante la festa della polizia municipale – celebrata domenica in piazza Matteotti in occasione del patrono San Sebastiano – si è infatti tornati a parlare di mafia e, soprattutto, di antimafia. Se la festa nazionale è stata organizzata a Brescello – richiamando nel paese di Don Camillo e Peppone una cinquantina di agenti provenienti da Emilia, Toscana, Calabria e Sicilia – è proprio perché il Sulpl (sindacato unitario lavoratori polizia locale) ha voluto ribadire il proprio “no” a qualsiasi forma di condizionamento mafioso in una terra che sta appunto cercando di reagire a tali infiltrazioni. Per le stesse ragioni il Sulpl ha voluto consegnare a Catia Silva, segretaria della Lega di Brescello, minacciata di morte dalla ‘ndrangheta per il suo impegno antimafia, il premio “legalità”.
«La targa le è stata consegnata perché è sempre stata in prima linea, sia come cittadina che come esponente politico, nella lotta alla ‘ndrangheta – ha spiegato il segretario generale vicario del Sulpl, Mario Assirelli – e perché, nonostante i diversi episodi di intimidazione e minaccia da parte di presunti esponenti mafiosi, con alto senso civico e coraggio ha continuato a denunciare pubblicamente e penalmente gli autori mettendo a rischio la propria incolumità».
Le parole di ringraziamento e la targa di riconoscimento rilasciata dal sindacato, tuttavia, non sono bastate all’attivista antimafia Catia Silva che, dopo aver ringraziato il Sulpl, ha puntato nuovamente il dito contro il sindaco di Brescello Marcello Coffrini: «Ringrazio il Sulpl per aver acceso i riflettori sulla mia storia e sulla battaglia silenziosa dei brescellesi onesti che lavorano quotidianamente per la legalità – ha dichiarato Catia Silva – E ringrazio anche la Lega Nord, che si è sempre impegnata sul serio nella lotta alla mafia, i suoi elettori e il segretario Gianluca Vinci, a cui dedico questo riconoscimento. Non posso tuttavia nascondere il rammarico – ha poi continuato – per aver visto, domenica, una piazza semivuota e soprattutto per non aver sentito una sola parola sull’antimafia da parte del sindaco Coffrini, che anzi si ostina a negare la presenza della ‘ndrangheta nel suo paese. Il Pd, che lo sostiene e che si dice paladino della trasparenza, – ha concluso la segretaria locale della Lega Nord – dovrebbe chiarire il caso-Brescello e dirci perché ancora non ha sfiduciato il sindaco».
Da Bologna le ha immediatamente fatto eco Alan Fabbri, il capogruppo leghista in Regione: «La battaglia di Catia, che ha dimostrato di avere coraggio e forza da vendere, è la nostra battaglia. Riteniamo scandaloso che un sindaco come Marcello Coffrini, appoggiato dal Pd, dichiari che un boss è “una persona gentile e tranquilla”. Fino a che non lo avrà sfiduciato – ha rincarato il capogruppo Fabbri – sull’antimafia il Pd continuerà a giocarsi la faccia e a non essere credibile. Il neopresidente della Regione Stefano Bonaccini, che in campagna elettorale ha lanciato specifici annunci sull’antimafia, pretenda chiarezza e induca il suo partito a sfilarsi da questa vergogna». (m.r.)
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