Brucia un’auto nella notte ancora un incendio doloso
La Bmw andata distrutta era in leasing a un 42enne calabrese che vive in zona Accertamenti della Scientifica: trovate sul posto tracce di liquido infiammabile
REGGIO EMILIA. «Ho sentito un primo scoppio intorno all’una di notte. Poi, dopo cinque minuti un altro. Ho capito che si trattava di un incendio quando ho sentito le sirene dei vigili del fuoco».
Racconta così una testimone quello che è accaduto nella notte tra lunedì e ieri in via Verri, praticamente dietro la discoteca Italghisa: l’ennesimo incendio di auto nel cuore della notte. Sulle cause dalla questura non hanno dubbi: si tratta di dolo.
L’allarme è stato dato da alcuni passanti che hanno visto le fiamme. Quando sul posto sono arrivati i vigili del fuoco hanno trovato due vetture ormai completamente avvolte dalle fiamme. Nonostante il tempestivo intervento, non hanno potuto fare molto per evitare danni che soprattutto per una sono ingentissimi: praticamente la vettura è da buttare.
I primi accertamenti dei vigili del fuoco hanno chiarito che le fiamme non sono di natura accidentale: sul veicolo sono state trovate tracce di un accelerante, usato dalla mano che è entrata in azione per appiccare il fuoco e alimentarlo.
L’obiettivo era una berlina marca Bmw 530, in leasing a un 42enne calabrese che vive in quello stesso quartiere, operaio, incensurato. Ma ad andare a fuoco, riportando ingenti danni alla fiancata di destra, è stata anche l’utilitaria che era posteggiata accanto.
Sul posto sono intervenuti gli uomini delle Volanti. Il titolare della vettura è stato sentito ma non ha saputo dare spiegazioni dell’accaduto.
In via Verri sono intervenuti anche gli uomini della Scientifica per tutti gli accertamenti del caso: rilievi necessari a cercare eventuali tracce del piromane.
Resta, tuttavia, il fatto che per Reggio si tratta dell’ennesimo episodio di rogo doloso nel cuore della notte ai danni di una vettura. L’ultimo di una lunga serie iniziata per la verità molti anni fa.
Il magistrato di turno, la dottoressa Giulia Stignani, attende l’informativa dalla polizia sul caso per decidere quali ulteriori iniziative prendere e se, come avvenuto in altri casi analoghi, provvedere a informare dell’accaduto anche la procura antimafia di Bologna. Intanto, ed è un fatto, si allunga la lista di roghi dolosi registrati in città.
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