Gandolfi rilancia: «Ora la via Emilia bis»
Il deputato Pd dopo la presentazione della tangenziale nord: «Con il secondo stralcio arriveremo fino a Corte Tegge»
REGGIO EMILIA. «Il primo stralcio lavori della tangenziale nord una volta terminato risolverà buona parte dei problemi della caotica viabilità che strangola il quadrante nord-ovest la città e il secondo stralcio, che arriverà fino a Corte Tegge, né è la naturale prosecuzione. Ma al tempo stesso anche un segnale importante che l’opera è da completare nel suo insieme».
A dirlo è il deputato Pd, Paolo Gandolfi, che anche da Roma continua a seguire i progetti su cui ha lavorato quando era assessore alla Mobilità del Comune. La convinzione è che, una volta risolti i problemi della città e poi quelli di Pieve Modolena, con il secondo stralcio occorra affrontare quelli di Cella, Cadè, Gaida e Calerno con la realizzazione della nuova via Emilia bis, su cui scaricare il traffico di lunga percorrenza e quello dei mezzi pesanti, lasciando sul tracciato attuale il servizio pubblico locale e il traffico di servizio alle frazioni.
Una convinzione che sembra un dato consolidato. Almeno stando a quanto sostiene Gandolfi, che lunedì era presente all’incontro in Provincia tra Governo, Regione, Anas e i sindaci dei comuni attraversati dalla SS63 e quello di Sant’Ilario.
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Gandolfi, da cosa parte questa sua convinzione?
«Dal fatto che il progetto approvato comprende anche l’intervento sul tratto Corte Tegge a Sant’Ilario, a conferma che tutto l’iter non deve partire dall’inizio. Ricordo che prima del mio arrivo il progetto della tangenziale nord si arrestava a Rete Due. Allungarla è stato un mettere le mani sul resto del tracciato che resterà sempre a nord della via Emilia».
Però siamo ancora alla fase delle intenzioni?
«Il tratto da Rete due a Corte Tegge è parte della tangenziale nord e come tale è considerato da Anas. Il tratto da Corte Tegge in poi viene considerato variante alla SS9 9 via Emilia tra Reggio e Parma. Nell’incontro che si è tenuto in Provincia erano presenti Governo, Anas, Regione, e non a caso anche il sindaco di Sant’Ilario. Si è ribadito che il progetto è complessivo. Ricordo che se il viceministro alle Infrastrutture Nencini ha definito la tangenziale nord un’opera di interesse nazionale a maggior ragione lo è la via Emilia bis».
Ma il progetto è già stato definito?
«Gli obiettivi sono chiari. Con la via Emilia bis si liberano i centri abitati attraversati da un carico di traffico non più sostenibile riservando l’attuale tracciato al traffico di servizio e al trasporto pubblico locale, mentre verrebbe spostato quello dei mezzi pesanti e di attraversamento a lunga percorrenza. L’annuncio dell’avvio della tangenziale è però anche la conferma che su questa nuova arteria c’è l’impegno di Governo, Regione ad andare avanti. Almeno verso Parma».
E il tratto verso Modena ?
«La situazione è diversa. Modena e Bologna non hanno le stesse necessità di Reggio e Parma e l’altro giorno non si è parlato del tratto fino a Rubiera, parte dell’accordo con Autobrennero e non Anas».
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