Le Acli: il nuovo redditometro colpisce i più deboli
Dal patronato arriva un giudizio severo: «Le ultime regole Isee finiscono per danneggiare gli anziani e i meno abbienti»
REGGIO EMILIA. Le nuove regole della Isee (indicatore della situazione economica equivalente), il parametro reddituale che viene preso a riferimento per consentire l‘accesso ai servizi sociali e alle prestazioni assistenziali pubbliche, rischiano di mettere in difficoltà molti reggiani, in particolare i più anziani e i meno abbienti.
E’ quanto denuncia il patronato Acli di Bologna che bolla come peggiorativi i dati che possono essere considerati anche per il fatto che non tutti gli elementi necessari riescono ad essere raccolti dai Caf, i centri di assistenza fiscale.
Nel nuovo calcolo vengono in effetti considerate alcune spese sostenute nei due anni precedenti ma poi non si tiene conto dei nuovi eventi traumatici e delle patologie subite dai richiedenti; quelli invece sì fortemente incidenti sul reddito reale e sul tenore di vita, in particolare delle persone maggiormente anziane.
L’associazione cristiana dei lavoratori si sofferma ad esempio sul fatto che, anche dopo la classificazione delle regole Isee, il quadro economico generale è ulteriormente peggiorato e non sono purtroppo includibili i pignoramenti e i finanziamenti subiti e richiesti da molte famiglie che finiscono per pesare in maniera sostanziosa sulle loro condizioni. Ci sono fattori negativi che penalizzano e colpiscono alcuni strati della società ed i più colpiti dalle iniquità della norma sono coloro che hanno sofferto per traumi o malattie in epoca recente.
Non ci sono solo critiche e, ad esempio, viene apprezzata la maggior attenzione dedicata dal legislatore ai redditi percepiti all’estero ed ai nuclei familiari residenti in altre nazioni; anche queste sono situazioni sempre più frequenti nel nostro territorio. Infine i suggerimenti nella speranza che le modifiche che potranno essere apportate alle regole Isee siano sufficienti a far superare le criticità denunciate. Si chiede ad esempio che sia considerato il saldo medio annuo del conto corrente dei richiedenti le prestazioni pubbliche e non si guardi unicamente a ciò che risulta alla data specifica del 31 dicembre.
E’ un altro fattore che può acuire il conflitto sociale e la disuguaglianza fra chi acquisisce introiti in date precedenti e chi invece ne beneficia solo a quella scadenza. Le annotazioni delle Acli si concludono con una lode allo sforzo del legislatore per migliorare il quadro generale che è stato avviato, ma anche con la segnalazione che restano aperte delle questioni che minano la volontà di equità, penalizzano le famiglie più numerose e quelle basate su coniugi regolarmente sposati e non da “genitori single per comodità”.
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