La “lezione” dei partigiani al Valli
Viaggio della Memoria, Luca Vecchi tra i protagonisti dell’incontro
REGGIO EMILIA. Arrivare alla pace non è mai gratuito, non è mai facile. È un bene prezioso da custoduire, di cui far conto. Una raccomandazione che arriva letteralmente da quattro buoni nonni, quattro partigiani reggiani che ieri mattina, al teatro Valli, hanno parlato di fronte ad oltre mille studenti durante l'incontro preparatorio al Viaggio della Memoria 2015 di Istoreco, che porterà oltre gli studenti locali a Cracovia e a Auschwitz. Ieri ci si è concentrati sulla Resistenza nella nostra terra, con due donne e due uomini che, giovanissimi, hanno combattuto per la Liberazione. Giacomina Castagnetti, Giacomo Notari, Giovanna Quadreri e Francesco Bertacchini hanno raccontato le loro vite di fronte ad una platea foltissima: per l’occasione si sono ritrovate tutte le classi delle scuole superiori impegnate nel Viaggio.
Il via alla mattinata l'ha dato il sindaco di Reggio Luca Vecchi. Il primo cittadino sarà uno dei viaggiatori 2015, anche lui raggiungerà Cracovia e Auschwitz con gli studenti, ed ha una storia personale che affonda le radici nella Resistenza. Lo stesso Vecchi ha raccontato la vicenda della propria nonna e delle sue tre sorelle, diventate vedove tutta in una volta, perché i loro quattro mariti vennero uccisi dai nazisti e dai fascisti durante un'operazione di rastrellamento a caccia di partigiani. I quattro uomini, pur di non rivelare dove nascondevano i resistenti e i disertori, decisero di sacrificarsi. La mattinata, condotta da Matthias Durchfeld di Istoreco, è poi proseguita con i quattro protagonisti principali. Fra loro Giacomina Castagnetti, 89 anni di impressionante energia, che ha aperto e chiuso le testimonianze. Ha sottolineato con orgoglio del ruolo delle donne durante la guerra, ricordando la mobilitazione di piazza di giovani madri per chiedere l'apertura dei magazzini, così da poter sfamare i loro figli. «Ho combattuto per la libertà, contro le ingiustizie, perché non volevo che altri giovani italiani morissero in guerra, come era successo a due mie fratelli. E sono orgogliosa di poter dire: io c'ero, quando c'era da combattere io c'ero», ha detto fra applausi scroscianti degli studenti, che successivamente hanno fatto la fila per salutare di persona i quattro testimoni di eccezione. ( adr. ar.)
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