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Terrorismo: nella blacklist degli Usa c'è anche il "reggiano" Mohamed Daki

Terrorismo: nella blacklist degli Usa c'è anche il "reggiano" Mohamed Daki

La Lega Nord, con il suo capogruppo in Consiglio regionale Alan Fabbri all'attacco: tredici di questi terroristi hanno vissuto qui indisturbati

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REGGIO EMILIA. "Il pericolo è in casa nostra, 13 presunti jihadisti residenti in Emilia Romagna sono nella lista nera degli Usa perché ritenuti “terroristi globali”. Ben dieci i bolognesi, due parmigiani, un reggiano e un riminese". Lo afferma il capogruppo della Lega Nord in Regione, Alan Fabbri, citando una lista diffusa il 16 gennaio scorso dal dipartimento del tesoro di Washington. Tra questi, anche il "reggiano" Mohamed Daki che – come ha sancito la Cassazione con sentenza definitiva– stava preparando da tre mesi nella nostra città attentati nel segno di Al Qaeda. Attualmente, le ultime informazioni lo danno in Marocco.

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"Le politiche lassiste della sinistra hanno permesso pericolose infiltrazioni estremiste, ora c’è da serrare le maglie dell’immigrazione  e da avviare la politica del pugno di ferro contro i luoghi di culto islamici - avverte Fabbri, firmatario con l'intero gruppo del Carroccio di una risoluzione anti-moschee. Fabbri aggiunge che ben dieci sospettati sono transitati per Bologna, “dove la sinistra ha creato una situazione di totale deregulation e anarchia”.

Terrorismo: ecco la blacklist degli Usa by GazzettaDiReggio

Sulla base di queste informazioni, Fabbri propone "una moratoria totale sulle cittadinanze agli stranieri, più controlli sul territorio, più forze di polizia, potenziamento dei servizi di sorveglianza su luoghi di culto e  associazioni islamiche, più controlli alle frontiere, stop a Schengen,  moratoria su nuove moschee, stop a mare nostrum e Triton (strumenti di  invasione incontrollata), no alla chiusura dei 252 uffici di polizia  postale e di frontiera. Se, di fronte a questi allarmi, Regione e Governo non si muovono sono da ritenersi complici”.

Nella black list Usa, secondo quanto riferito dalla Lega compaiono: Chiheb Ben Mohamed Ben Mokhtar Al-Ayari, classe 1965 e ritenuto già residente in via di Saliceto 51\9, a Bologna, con Mondher Baazaoui e Nedal Saleh, anch’essi nella black list. Sempre a Bologna risiederebbero anche Najib Ben Mohamed Ben Salem Al Waz, in vicolo dei Prati 2\2 e Fethi Ben Rebai Ben Absha, alias ‘Abu Omar’. Due gli indirizzi a lui assegnati: via Toscana 46 e via di Saliceto 51\9. 

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Transitati sotto le due torri anche Khalil Jarraya, 45 anni, che sarebbe passato per due abitazioni, in via Bellaria 10 e via Lazio 3, e Mounir Ben Habib Jarraya, via Mirasole 11 il suo indirizzo. E ancora: Faouzi Ben Mohamed Ben Ahmed Jendoubi, assegnato a due residenze, in via Agucchi 250 e via di Saliceto 51\9, Najib Ouaz, classe 1960, sarebbe invece ‘transitato’ per vicolo dei Prati 2\2. Brahim Ben Hedili Ben Mohamed è stato invece residente a Casalecchio di Reno. Classe 1971, originario della Tunisia, avrebbe transitato per un’abitazione di via de’ Carracci 15.

Nella lista figurano anche Mohammed Tahir Hammid e Mohamed Amin Mostafa, entrambi di Parma, entrambi residenti in via della Martinella 132. A Reggio ‘indiziato’ dai servizi segreti statunitensi è Daki Mohamed, marocchino arrestato nel 2003, un tempo residente in via Melato 11. E anche a Rimini uno straniero è finito nel mirino dell’intelligence Usa: è Al-Azhar Ben Khalifa Ben Ahmed Rouine, classe 1975. Secondo gli 007 statunitensi avrebbe alloggiato in vicolo San Giovanni.

“L’allarmante vicinanza di presunti jihadisti svegli le coscienze del Pd – sprona Fabbri – serve subito la cura Lega per garantire la sicurezza ai cittadini”.

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