Gazzetta di Reggio

Reggio

La Lega: «Tredici terroristi anche in Emilia-Romagna»

La Lega: «Tredici terroristi anche in Emilia-Romagna»

Il capogruppo regionale Alan Fabbri: «Sono nella black-list di Washington» Nel documento il “reggiano” Daki. Dal Carroccio rilanciano: «No alle moschee»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Il pericolo è in casa nostra, 13 presunti jihadisti residenti in Emilia Romagna sono nella lista nera degli Usa perché ritenuti “terroristi globali”. Ben dieci i bolognesi, due parmigiani, un reggiano e un riminese». Lo afferma il capogruppo della Lega Nord in Regione, Alan Fabbri, citando una lista diffusa il 16 gennaio scorso dal dipartimento del tesoro di Washington. Nelle oltre 900 pagine del documento, tra migliaia di nomi sotto osservazione, anche il “reggiano” Mohamed Daki che – come ha sancito la Cassazione con sentenza definitiva – stava preparando da tre mesi nella nostra città attentati nel segno di Al Qaeda.

Il marocchino Mohamed Daki venne arrestato dalla Digos in un anonimo appartamento del condominio di via Melato 11, nell’aprile di tredicenni anni fa. Cinque anni dopo l’arresto, la Cassazione dirà che insieme ad altri complici stava attentati qui a Reggio. Attualmente, le ultime informazioni lo danno in Marocco. E di lui, qui a Reggio, si sarebbero quasi perse le tracce. ma è proprio l’indirizzo reggiano quello presente nel documento degli Usa, ripreso dalla Lega Nord .

«Le politiche lassiste della sinistra hanno permesso pericolose infiltrazioni estremiste, ora c’è da serrare le maglie dell’immigrazione e da avviare la politica del pugno di ferro contro i luoghi di culto islamici», avverte Fabbri, firmatario con il gruppo del Carroccio di una risoluzione anti-moschee. Fabbri aggiunge che ben dieci sospettati sono transitati per Bologna, «dove la sinistra ha creato una situazione di totale deregulation e anarchia». Sulla base di queste informazioni, Fabbri propone «una moratoria totale sulle cittadinanze agli stranieri, più controlli sul territorio, più forze di polizia, potenziamento dei servizi di sorveglianza su luoghi di culto e associazioni islamiche, più controlli alle frontiere, stop a Schengen, moratoria su nuove moschee, stop a mare nostrum e Triton (strumenti di invasione incontrollata), no alla chiusura dei 252 uffici di polizia postale e di frontiera. Se, di fronte a questi allarmi, Regione e Governo non si muovono sono da ritenersi complici».

Per Fabbri, «l’allarmante vicinanza di presunti jihadisti svegli le coscienze del Pd. Serve subito la cura Lega per garantire la sicurezza ai cittadini».

GUARDA TUTTA LA LISTA

E COMMENTA

www.gazzettadireggio.it

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google