«Mi hanno rapinato» ma non era vero
Casalgrande: i carabinieri verificano il racconto di un 40enne e scoprono che il Range Rover era già stato venduto
CASALGRANDE. Una trappola perfetta, un uomo a terra per attirare l’attenzione dell’autista, farlo scendere e rubargli così il grosso fuoristrada. Una scena da film, verrebbe da dire, o di fantasia, quella che si sono sentiti raccontare i carabinieri di Casalgrande dal presunto rapinato.
Ed in effetti, una storia di fantasia lo era davvero: il 40enne che ha denunciato l’accaduto, si era inventato tutto per garantirsi una copertura ufficiale, addirittura dalle forze dell’ordine, per un’operazione complessa e forse non del tutto limpida. Il veicolo “rubato” era infatti radiato dal Pra (il pubblico registro automobilistico, l’archivio nazionale dei mezzi) alla fine del 2014 dopo la sua cessione fuori dall’Italia, per cui non poteva essere più utilizzabile dal proprietario. Allo stesso tempo, però, era ancora coperta dall’assicurazione contro il furto, e quindi sarebbe potuto arrivare un rimborso.
A condire il tutto, la descrizione della rapina, ideata con toni cinematografici. Mercoledì mattina il centralino del 112 riceve una chiamata da un uomo, un 40enne reggiano, che spiega di essere stato minacciato e derubato della propria auto, un costoso Range Rover Sport, in via Franceschini a Casalgrande. Parte la segnalazione e i carabinieri della stazione di Casalgrande raggiungono via Franceschini, mentre altre pattuglie vengonoo mobilitate sulle strade della zona per cercare di individuare il mezzo descritto. Il 40enne racconta ai militari la sua versione: mentre viaggiava lungo via Franceschini vede un uomo a terra, si ferma e scende per aiutarlo e a quel punto viene raggiunto da due uomini armati di pistola, che lo minacciano, si fanno consegnare le chiavi del mezzo e poi scappano a gran velocità con il loro complice.
I carabinieri hanno avviato anche i controlli sul veicolo indicato dall’uomo, e tramite l’accesso alle banche date informatizzate si sono accorti che qualcosa non quadrava.
Il Range Rover Sport in questione non compariva più nell’elenco dei mezzi “attivi” fornito dal pubblico registro automobilistico, da cui era stato cancellato alla fine dell’anno passato dopo la comunicazione di cessione all’estero del fuoristrada stesso. Come poteva il 40enne dunque essere al volante di un’auto che non “esiste più” per i registri italiani, e che si dovrebbe trovare fuori dai confini? In un primo momento il “derubato” ha continuato a sostenere la propria versione, insistendo di essere la vittima di una rapina.
I militari, però, hanno stretto le viti delle domande, facendogli notare cosa avevano scoperto dalle verifiche digitali. A quel punto il 40enne ha ammesso di essersi inventato tutto quanto: niente finto ferito, niente pistole, niente rapinatori e niente fuoristrada. Il Range Rover, però, era ancora coperto da un’assicurazione italiana valida, che garantiva un risarcimento anche in caso di furto. E se l’inganno non fosse stato scoperto, probabilmente le pratiche per il rimborso all’intestatario dell’assicurazione stessa. Ora il 40enne è stato denunciato per simulazione di reato.
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