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GUASTALLA - IL CAPOGRUPPO PD

«Sì alle aree vaste e unione dei servizi con altre province»

«Sì alle aree vaste e unione dei servizi con altre province»

GUASTALLA. A otto mesi dall’insediamento della nuova amministrazione, che dopo cinque anni di opposizione è tornata alla guida della città con la lista “Guastalla Bene Comune”, il capogruppo...

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GUASTALLA. A otto mesi dall’insediamento della nuova amministrazione, che dopo cinque anni di opposizione è tornata alla guida della città con la lista “Guastalla Bene Comune”, il capogruppo consiliare Paolo Dallasta torna a parlare del corpo di polizia unico, di servizi a gestione associata guardando anche al territorio mantovano, della polemica delle mancate di dimissioni da consigliere di Andrea Rossi, sottosegretario alla presidenza: «Il bilancio è molto positivo – afferma Dallasta – I primi mesi sono serviti per terminare una fase di rodaggio impegnativa con l’impegno di tornare alla normalità e il sindaco Camilla Verona e la Giunta stanno facendo un grande lavoro, prima di tutto d’ascolto, che va oltre le assemblee pubbliche o di quartiere. Sullo streaming voglio ricordare che la nuova commissione è stata voluta da noi e si sta già lavorando ad un nuovo regolamento per le riprese. Abbiamo messo in atto numerosi interventi per superare l’emergenza terremoto a primavera il teatro tornerà fruibile e siamo solo all’inizio. Di certo, la legge di stabilità mette in difficoltà sempre gli enti locali».

Lei è capogruppo del Pd anche nell’Unione dei Comuni, quali sono gli obiettivi?

«Abbiamo da poco portato a termine il Corpo Unico di polizia municipale, che dalle quattro gestioni precedenti ci permetterà di offrire servizi che altrimenti non era possibile erogare. Ora dovremo far conoscere ancora di più l’ente ai cittadini, anche perché l’Unione Bassa Reggiana è tra le migliori in Regione. Come Pd dobbiamo avviare una fase unitaria e ragionare sempre più a livello di Bassa e non solo comunale: di questo me ne faccio carico e onere».

Da urbanista si è espresso spesso sulla questione dell’assetto territoriale. Il presidente della Regione ha lanciato le “Aree Vaste”, altri dibattono se andare con Modena o Parma, lei?

«Non si può affrontare il tema della governance multilivello a fette e per slogan, soprattutto in un momento in cui la riforma del Titolo V sta riscrivendo il rapporto Stato/Regioni tornando ad un forte centralismo. Quello che manca alla discussione è la volontà di trovare sinergie nuove che travalichino i confini amministrativi e regionali, immaginando nuovi orizzonti. Faccio un esempio: noi della Bassa dovremmo guardare al mantovano, dato che siamo già integrati a quel territorio. In questa fase va fatto un plauso a Giammaria Manghi, che sta gestendo bene la fase delicata che stanno vivendo le Province».

Alle elezioni regionali lei ha sostenuto la candidatura di Ivan Malavasi, che poi ha criticato Andrea Rossi per non essersi dimesso da consigliere quando è stato nominato sottosegretario alla presidenza...

«Tengo a sottolineare che il ruolo di Rossi, come plenipotenziario di Bonaccini, è di grande responsabilità e potrà essere strategico anche per Reggio. Resta però un principio democratico fondamentale che è quello della divisione e dell’equilibrio dei poteri, del rapporto tra controllore e controllato. (m.p.)

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