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Il bagno pubblico? Non funziona da nove mesi

Evaristo Sparvieri
Il bagno pubblico? Non funziona da nove mesi

Ascensore mai omologato e degrado un po' ovunque al Cim, con Seta e Fer che si rimpallano le responsabilità. L'Agenzia della mobilità: "L'area di nostra competenza è pulita"

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REGGIO EMILIA. Fili elettrici che penzolano, sedie divelte, immondizia e carrelli abbandonati, un bivacco giorno e notte. E poi bagni chiusi al pubblico da nove mesi e un ascensore da anni in attesa di una omologazione. Un rimpallo tra Seta e Fer, con l’Agenzia della mobilità sta alla finestra. È il degrado che si è creato nella palazzina che ospita la biglietteria all'interno del Cim, il centro interscambio mobilità di piazzale Europa.

Un edificio di proprietà Fer, gestito per quel che riguarda la biglietteria da Seta, con l’Agenzia della mobilità additata come responsabile di una situazione che, di fatto, non riguarda aree di sua pertinenza. E così tra Seta e Fer scatta un rimpallo di responsabilità sulla manutenzione di un edificio che si trova in condizioni fatiscenti.

«Noi siamo solo inquilini - si giustificano da Seta - i muri e la proprietà sono di Fer. Sul bagno c’è un cartello che informa la clientela di andare in stazione. L’ascensore? Non siamo in casa nostra e non possiamo decidere autonomamente. Ma la situazione è nota». E da Fer, cosa dicono? «Noi occupiamo solo il primo piano - fanno sapere - sotto c’è la biglietteria. C’è Seta è dentro quella palazzina». Quanto all’ascensore, «ce ne occuperemo insieme al Comune».

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Un degrado che, come spettatore interessato, vede anche l’Agenzia della Mobilità, che recentemente ha visto rinnovata la concessione per un’area limitata del parcheggio. E che spera che il degrado venga risolto dai diretti interessati. «Noi abbiamo una competenza diretta solo su un’area, che è quella propria dell’autostazione - spiega il direttore, Michele Vernaci - facciamo interventi di manutenzione ordinari a e straordinaria». Proprio ieri pomeriggio c’è stato un intervento di pulizia straordinario da Coopsette, con la quale l’Agenzia ha stretto un contratto.

«Spendiamo 16.500 euro l'anno per la pulizia ordinaria e per la manutenzione del verde – aggiunge Vernaci, elencando alcuni degli interventi previsti per contratto nell’area – svuotature cestini e scopature per 6 giorni la settimana con una riduzione del servizio la domenica, pulizia manuale delle 36 postazione di fermata dell'autobus due volte al mese, 6 interventi di taglio d’erba, 7 interventi annuali di pulizia dai rifiuti gettati nelle aree verdi, 2 interventi annuali per il trattamento sui pedonali. Poi abbiamo interventi straordinari, alla bisogna».

E il problema dei bagni e dell’ascensore? «Quella palazzina non è né del Comune né dell'Agenzia. Se per quella palazzina si crea degrado credo debbano occuparsene i proprietari e gli utilizzatori».

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