Provincia, dipendenti verso il tribunale Ma scatta la protesta
Caos sul bando che scatena le reazioni dei precari-giustizia L’allarme di Manghi: «La mobilità non sia a nostro carico»
REGGIO EMILIA. Nella partita della ricollocazione del personale in esubero, al presidente della Provincia, Giammaria Manghi, arriva una nuova matassa da sbrogliare. È quella della mobilità dei dipendenti verso gli uffici dei tribunali su cui, a livello nazionale, è comparso sulla gazzetta ufficiale un bando per la copertura di 1.031 posti negli uffici giudiziari. Dubbi sull’atto sono stati subito sollevati in casa Pd e dal presidente dell’Unione delle province (Upi), Massimo Pastacci, perché il personale ricollocato resterebbe dal punto di vista economico per il 50% in capo alle amministrazioni provinciali, contrariamente a quanto stabilito nella legge di Stabilità.
Una posizione condivisa da Manghi che chiarisce: «Le mobilità verso gli uffici giudiziari devono potere diventare presto una realtà, senza aggravi di alcun tipo per il nostro ente». In particolare, in una lettera inviata al ministro Marianna Madia, il presidente Upi Pastacci osserva: «La legge di stabilità prevede che le Regioni, i Comuni e le amministrazioni centrali debbano prioritariamente assorbire il personale delle Province e delle città metropolitane dichiarato in soprannumero, senza che gli stessi enti siano obbligati a versare alle amministrazioni che ricevono il personale il 50% della spesa annua per questi dipendenti».
Eppure, «molte amministrazioni stanno emanando avvisi di mobilità che non tengono conto di queste norme: uno degli esempi più lampanti è il bando di mobilità per la copertura di 1.031 posti presso gli uffici giudiziari che non considera nè il criterio di priorità nè quello della non onerosità, non dando alcun seguito alle scelte operate nella legge di Stabilità proprio per favorire un passaggio il più possibile semplificato di questi dipendenti». Nonostante questo, «proprio gli uffici giudiziari sono in questi giorni da più parti richiamati, quasi fossero il naturale luogo di ricollocazione del personale delle Province». Sulla stella linea d'onda anche Manghi: «Il problema deve essere risolto rapidamente: anche a Reggio, il tribunale lamenta una carenza di personale e le mobilità verso gli uffici giudiziari devono potere diventare presto una realtà, senza aggravi di alcun tipo per il nostro ente». Sul bando, inoltre, si sono levate le voci di protesta di Antonio Grosso, presidente dell’Unione precari giustizia: «Se i dipendenti delle Province saranno ricollocati negli uffici giudiziari, noi precari saremo di fatto messi alla porta». Questione che potrebbe essere sollevata anche oggi, quando Manghi parteciperà al primo incontro del gruppo di lavoro sul riordino istituzionale, che si riunirà in Regione. Del gruppo fanno parte l’assessore regionale al bilancio Emma Petitti e i suoi funzionari, il sindaco della città metropolitana, Virginio Merola, il presidente della Provincia di Modena, Giancarlo Muzzarelli e un presidente di provincia romagnola.
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