“Lager Green Hill”, ecco le condanne
L’esultanza degli animalisti, che negli anni scorsi costrinsero alla chiusura anche l’allevamento Morini
SAN POLO. Esultano le associazioni animaliste per le tre condanne inflitte per maltrattamento e uccisione di animali al termine del processo di primo grado all’allevamento “Green Hill” di Montichiari (Brescia). L’allevamento di cani beagle destinati alla sperimentazione scientifica era da molti anni nel mirino di animalisti e ambientalisti, così come l’allevamento Morini di San Polo, chiuso nel 2010 con l’acquisto dei cani da parte del Comune di San Polo, il quale li affidò ad un’associazione di Milano che poi li vendette in tutta Italia.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.3247673:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2012/03/03/news/in-150-in-piazza-per-chiedere-la-chiusura-dell-allevamento-green-hill-1.3247673]]
Negli anni precedenti 129 beagle furono rubati alla ditta Morini e in parte, secondo una segnalazione, sarebbero finiti proprio alla Green Hill. Assieme a Lav, Enpa e altre associazioni, nacque prima “ChiudereMorini” e, poco dopo, “ChiudereGreenHill” di Montichiari, l’altra azienda italiana che, appunto, allevava cani destinati alla ricerca scientifica ed altre cavie. Come andò a finire la Morini, dopo gli “assalti” degli animalisti, è ormai storia passata, mentre ora si è conclusa (in attesa del processo di appello) la questione della Green Hill.
La prima sezione penale del Tribunale di Brescia ha condannato a un anno e sei mesi Renzo Graziosi e Ghislane Rondot, rispettivamente veterinario e co-gestore di «Green Hill 2001», e a un anno il direttore dell’allevamento, Roberto Bravi. Assolto invece Bernard Gotti, co-gestore di Green Hill.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10730707:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/cronaca/beagle-liberati-da-green-hill-il-primo-raduno-a-roma/2788/2787]]
Per i condannati è stata decretata inoltre la sospensione dell'attività per due anni. Pene meno severe rispetto a quelle ipotizzate dal pm Ambrogio Cassiani, che aveva chiesto una condanna a tre anni e sei mesi per Graziosi, tre anni per Rondot e due anni per Bravi e Gotti, e contestato il reato di falsa testimonianza a cinque dipendenti della struttura. Gli avvocati difensori di Green Hill, Luigi Frattini e Enzo Bosio, avevano invece chiesto l'assoluzione per gli imputati perchè «il fatto non sussiste e non vi è stata condotta dolosa». Secondo gli avvocati, inoltre, «non ci sono state violazioni e qualora non fossero state rispettate alcune norme, scatterebbe solo una sanzione amministrativa».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10730708:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/spettacoli/tiziano-ferro-testimonial-lav-mai-piu-green-hill/2317/2316]]
«Sicuramente ricorreremo in appello», ha annunciato il direttore della Green Hill, Roberto Bravi, uno dei tre condannati. Leggeremo «le motivazioni della sentenza – ha detto – per capire come l’azienda più controllata d'Italia all’improvviso si sia trasformata in quello che impropriamente le associazioni animaliste definiscono “lager”. Intanto – ha aggiunto – l’iniziativa delle associazioni ha causato la perdita di 50 posti di lavoro».
Associazioni animaliste che invece esultano dopo aver condotto una lunga battaglia per la chiusura di Green Hill. «La sentenza di condanna – afferma Gianluca Felicetti, presidente della Lav, la Lega anti-vivisezione – è un riconoscimento a tutte e tutti coloro che in tanti anni hanno partecipato a manifestazioni a Montichiari e in tante altre parti d'Italia e del mondo, hanno digiunato, firmato petizioni, presentato denunce, scavalcato barriere fisiche e ideologiche che difendevano l’indifendibile».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
