Morta a ventidue anni, il pm apre un’inchiesta
Si indaga per omicidio colposo, probabile l’autopsia. Il Santa Maria: «Si sospetta una malattia vascolare molto aggressiva»
NOVELLARA. La documentazione medica sulla tragica odissea della marocchina 22enne Hikel Wafaa è ora nel fascicolo aperto dal pm Stefania Pigozzi: l’ipotesi investigativa è omicidio colposo, al momento non vi sono persone iscritte nel registro degli indagati.
Ma il magistrato – che sta coordinando gli accertamenti della polizia – intende stringere i tempi ed è probabile che domani intraprenda la strada dell’autopsia. Nel frattempo il pm Pigozzi ha già bloccato il riscontro diagnostico che intendeva effettuare l’ospedale Santa Maria Nuova, cioè la struttura sanitaria di Reggio Emilia in cui la giovane è deceduta. La segnalazione del caso è giunta in procura attraverso il posto di polizia dell’ospedale, sulla scia delle tensioni (uno dei fratelli è andato in escandescenze) innescatesi venerdì subito dopo la morte della 22enne. Solo l’intervento degli agenti ha riportato la calma in corsia.
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Gli approfondimenti investigativi dovranno far luce sulle cause di quell’autentico calvario vissuto da Hikel. I primi problemi erano sorti a fine ottobre, tormentata com’era dal mal di testa. Erano seguite visite mediche e ricoveri. Verso la fine dell’anno rimane alcuni giorni nel reparto di Neurologia del Santa Maria Nuova, poi il rientro a casa. I dolori però la perseguitano e dopo un accesso al pronto soccorso sempre dell’ospedale di Reggio Emilia, la 22enne viene ricoverata il 4 gennaio nel reparto di Osservazione breve intensiva dell’ospedale di Guastalla.
Vi rmane fino al giorno successivo, poi le dimissioni. Ma già il giorno della Befana rientra in ospedale a Guastalla, stavolta nel reparto di Medicina, finché il 7 gennaio viene trasferita al Santa Maria. «Nei quasi quattro giorni di ricovero a Guastalla – fa sapere l’Ausl – la giovane è stata sottoposta a diversi esami, ma non è mai stata in condizioni critiche».
Rimarrà 17 giorni in ospedale a Reggio Emilia, nel reparto di Neurologia, ad eccezione delle ultime terribili ore, quando cioè entra in coma e viene trasferita in Rianimazione. Venerdì intorno alle 10 la morte.
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«Desideriamo innanzitutto esprimere alla famiglia il più sincero cordoglio per il lutto che l’ha tragicamente colpita. La ragazza manifestava un grave quadro patologico di elevata complessità – riferisce alla Gazzetta il Santa Maria Nuova – si sospetta una malattia vascolare infrequente di questa gravità nelle persone giovani. Erano in corso indagini ed accertamenti, ma l’inarrestabile escalation della patologia ha impedito di stabilirne le cause, essendo subentrata la morte cerebrale. Attendiamo di ricevere le relazioni dei professionisti che hanno trattato il caso e di conoscere gli esiti degli accertamenti che disporrà la magistratura. Auspichiamo – concluono dall’ospedale – di potere avere prima possibile gli elementi per comporre un quadro chiaro di quanto avvenuto».
Potrebbe esserci stata un’ischemia alla base di questo decorso così aggressivo e veloce nell’evolversi tragicamente. Acquisite le cartelle cliniche dai due ospedali in cui la giovane è stata ricoverata, ora il pm Pigozzi sta valutando se chiedere l’autopsia. La salma resta, al momento, nell’obitorio del Santa Maria.
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