Muore a 22 anni, l’ira dei genitori
Novellara: Hikel Wafaa stava male da mesi, in ospedale deve intervenire la polizia
NOVELLARA. Aveva solo 22 anni, un sorriso luminoso e due occhi profondi. E’ morta troppo presto, stroncata da un male a cui ancora non si riesce a dare un nome, ieri mattina nel reparto di Rianimazione del Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.
Hikel Wafaa era di origine marocchina, ma era nata a Guastalla dopo che la sua famiglia aveva deciso di lasciare il Marocco e di stabilirsi in Italia.
Aveva cominciato a sentirsi male nello scorso mese di ottobre. Erano seguite visite mediche, ricoveri, cure per capire il perché dei suoi mal di testa.
Fino a che lo scorso 7 gennaio, di nuovo, era dovuta tornare in ospedale, ricoverata stavolta nel reparto di Neurologia del Santa Maria.
Qualche giorno fa, però, le sue condizioni si sono aggravate, inducendo i medici a trasferirla nel reparto di Rianimazione. E’ qui, purtroppo, che ieri mattina intorno alle 10 il suo cuore ha cessato di battere gettando nello sconforto i genitori, i fratelli maggiori e il più piccolo. Tanto che ieri si sono registrati anche momenti di tensione nel reparto, che hanno richiesto l’intervento della polizia per cercare di riportare la calma.
La direzione sanitaria del Santa Maria Nuova ha già disposto un riscontro diagnostico: un accertamento necessario per cercare di fare chiarezza sulla morte della ragazza.
Ma anche la famiglia sembra intenzionata a chiedere l’intervento della procura con un esposto. In quel caso, toccherà al magistrato di turno disporre un’autopsia.
Hikel Wafaa abitava in via I Maggio a Novellara. La sua famiglia è conosciuta e stimata in paese. A Novellara, la 22enne aveva molti amici e da poco aveva concluso gli studi all’istituto tecnico statale “Mario Carrara” di Guastalla. Attiva nel volontariato e in attesa di trovare un lavoro stabile, lavorava con il gruppo che gestisce gli impianti sportivi comunali di Novellara, presieduto dal presidente degli Arcieri dell’Ortica William Tondelli.
I suoi amici e compagni di lavoro hanno aperto una sottoscrizione per aiutare la famiglia a pagare il trasporto della salma nel suo paese d'origine.
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