«Ora avanti tutta fino alla via Emilia bis»
Capelli e Castagnetti sono d’accordo: ok al primo stralcio, ma la soluzione per il traffico è il completamento dell’arteria
REGGIO EMILIA. Sono parole di speranza quelle che escono dalla bocca di Fausto Castagnetti, ex presidente della Circoscrizione nord, che per anni si è battuto insieme ai suoi concittadini per la realizzazione della tangenziale nord e della ancora agognata via Emilia bis.
«Credo che questi due primi stralci dei lavori – commenta Castagnetti – siano un ottimo segnale, un primo passo che fa sperare. Ci sono sempre state persone convinte che la tangenziale non sarebbe mai stata continuata, invece oggi sappiamo che verrà avanti e che la via Emilia Bis è finalmente a portata di mano». Anche Andrea Capelli, capogruppo del Pd in sala Tricolore, condivide lo stesso entusiasmo dell’ex presidente di Circoscrizione.Ma, al di là di sorrisi e sospiri di sollievo, sottolinea l’importanza di «battere il ferro finché è caldo» e non ripetere gli errori già commessi in passato. «È dagli anni Ottanta che si parla della tangenziale nord – spiega – prima con un progetto, poi con un altro. Adesso che è stato stabilito l’inizio dei lavori per il primo tratto, che unirà Sesso a Cavazzoli, occorre approfittarne: finito quel chilometro e mezzo, passiamo subito al secondo stralcio (che unirà la rotonda di Rete Due di Cavazzoli con Corte Tegge, ndr) e poi progettiamo immediatamente la via Emilia Bis».
È questo, infatti, ciò che preme maggiormente non solo a Capelli, ma a tutti coloro che abitano o lavorano nei centri che sorgono lungo la via Emilia (da Pieve a Calerno). «È la vera esigenza del territorio – concorda Castagnetti – perché solo con una strada alternativa alla via Emilia si potranno riqualificare i centri abitati di Pieve, Cella, Cadè, Gaida e Calerno. Chiaramente quest’opera di collegamento deve essere affrontata un pezzo alla volta, perché ogni stralcio ha un’incidenza economica importantissima, ma è comunque una bellissima soddisfazione vedere che finalmente le cose si stanno muovendo».
Castagnetti, d’altronde, non può dimenticare gli anni di riunioni, incontri e assemblee con cittadini e amministratori, e non può nemmeno nascondere che, se i lavori per la realizzazione della tangenziale nord sono finalmente ripartiti, un po’ di merito è anche dell’ormai defunta Circoscrizione. «Quando si lavora in modo corale e compatto come hanno fatto in questo caso il Comune, la Provincia e le Circoscrizioni – afferma – si riesce a fare tutto. Sicuramente la presenza di Delrio e Gandolfi a Roma ha aiutato ad avere i finanziamenti dall’Anas, ma credo che altrettanto fondamentale sia stato l’apporto, durante questi anni, dei cittadini che hanno sempre partecipato alle assemblee, esprimendo opinioni e avanzando proposte». «Non bisogna dimenticare – aggiunge l’ex presidente – che l’iniziale tracciato della tangenziale è stato più volte modificato per andare incontro alle esigenze dei cittadini: adesso la tangenziale arriverà oltre la ferrovia e, soprattutto, verrà realizzata costeggiando i binari, in modo da essere meno impattante sull’ambiente e sprecare meno terreno agricolo. Se non ci fossero state le Circoscrizioni non so se tutto questo sarebbe stato possibile».
E, anche se questo organo collegiale non esiste più, Castagnetti ne approfitta per farsi portavoce di altre proposte nate in seno ai cittadini. «Bisognerebbe approfondire meglio il tracciato del secondo stralcio dei lavori, quello che dalla rotonda di Rete Due porterà a Corte Tegge, – afferma – perché il progetto attuale prevede di attraversare in pieno un campo agricolo, mentre ci potrebbero essere soluzioni alternative meno impattanti per l’ambiente e più vantaggiose per i proprietari dei terreni».
Ma se per Castagnetti «il prossimo cantiere della tangenziale è un sogno che diventa realtà», Capelli non si accontenta. «Dobbiamo cogliere l’occasione al volo e chiedere aiuti alla Regione per la realizzazione della via Emilia Bis, che collegherà la tangenziale giunta a Corte Tegge con Calerno e, quindi, alla tangenziale di Sant’Ilario. Si tratta di una strada intercomunale e interprovinciale importantissima non solo per Reggio ma anche per i territori limitrofi: la Regione deve aiutarci non solo a progettarla, ma soprattutto a finanziarla. Non possiamo aspettare altri trent’anni».
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