Gazzetta di Reggio

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Parcheggiatori abusivi, arriva la sbarra

di Evaristo Sparvieri
Parcheggiatori abusivi, arriva la sbarra

Ecco l’intervento studiato da Comune e Santa Maria Nuova per risolvere il fastidioso fenomeno nell’area di sosta

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REGGIO EMILIA. Il progetto c’è. E prevede il parcheggio con la “sbarra”, un nuovo piano di mobilità in viale Risorgimento, più la costruzione ex novo di una farmacia h24. È la soluzione alla quale stanno lavorando il Comune e i tecnici dell’ospedale per contrastare il fenomeno dei “parcheggiatori abusivi” del Santa Maria: un traffico di tagliandi della sosta che, segnalano numerosi cittadini, diventa ogni giorno più molesto, arrivando fino ad episodi di aggressioni verbali. Il vicesindaco con delega al Welfare, Matteo Sassi, ha già costituito un apposito gruppo di lavoro insieme all’assessore alla Mobilità, Mirko Tutino, e ai tecnici ospedalieri. E, a fine mese, è previsto l’ennesimo incontro per decidere il da farsi. Ma proprio Sassi non è del tutto convinto del progetto già messo in campo che, secondo il suo parere, rischierebbe di trasformare il Santa Maria in una nuova caserma Zucchi.

BIGLIETTINI ADDIO? Fare partire i lavori entro l’estate. È questo l’obiettivo che si sono posti Comune e Santa Maria. Il nuovo piano di parcheggi conterebbe complessivamente 736 posti auto: 387 al Berengario, 328 al Galeno e 21 negli stalli di via Murri. Di questi, 150 resteranno gratuiti, così come non saranno a pagamento gli altri circa 300 posti auto presenti sul retro dell’ospedale. «Stiamo ragionando su una proposta che elimini completamente il pagamento con i biglietti, sostituendoli con la sbarra – fa sapere Tutino – per fare questo serve ritoccare il piano sosta: la zona a pagamento oggi è troppo frammentata e bisognerebbe circoscriverla per organizzare le entrate e le uscite dalla sbarra. Questo progetto ridurrebbe l’attuale mercimonio disgustoso».

MA QUANTO MI COSTI? Un euro l’ora, ovvero 0,50 centesimi ogni mezz’ora, per un tetto massimo di tre euro al giorno. È questa l’attuale tariffa per parcheggiare nelle strisce blu. Ma, con l’inserimento della sbarra, proprio la tariffa della sosta, potrebbe subire ritocchi. Un cambiamento che potrebbe essere indigesto, sul quale dal Comune avrebbero già studiato alcune soluzioni, come ad esempio una tariffazione diversificata sulla base della distanza dall’ingresso dell’ospedale: «Innanzitutto – afferma Tutino – mettendo la sbarra si pagherà in base al reale tempo di permanenza, senza il rischio di trovare multe o di dover andare a rinnovare il tagliando ad ogni scadenza. Non bisogna dimenticare inoltre che la somma di tutti i posti gratuiti in totale arriverebbe a circa 450 stalli e che l’ospedale è raggiungibile anche con la linea H».

NON SOLO AUTO. «C’è un altro tema che stiamo affrontando - aggiunge Tutino – su viale Risorgimento bisogna realizzare un percorso sicuro e non tortuoso come quello attuale, che consenta di accedere da sud e nord e proseguire stando fuori dalla zona pedonale, per garantire sicurezza pedoni». È proprio questo uno dei nodi del progetto che dovrebbe rivoluzionare l’area sosta: «Oggi non si può passare lungo viale Risorgimento, ma spesso questa prescrizione non è rispettata perché il percorso alternativo è tortuoso. Il varco non ha impedimenti perché deve far passare le ambulanze e le emergenze dirette al pronto soccorso, ma si sta cercando di capire come garantire un percorso alternativo alle auto che non hanno necessità».

MEDICINE H24. Nel piano proposto al Santa Maria, infine, è prevista anche la costruzione di una nuova farmacia h24, gestita da Fcr, da realizzare al posto della palazzina dismessa vicino all’edificio che ospitava la direzione generale. I lavori, in questo caso, dovrebbe partirebbero entro fine anno.

ARRIVANO I VOLONTARI? Sul parcheggio con la sbarra, tuttavia, il vicesindaco Matteo Sassi mostra un po’ di scetticismo: «Ci siamo dati dei tempi – spiega – l’orizzonte è quello di qualche mese per assumere una decisione sul che fare. Di per sé sono lavori non impegnativi, che nell’arco di qualche mese si porterebbero a termine». Per Sassi, il timore è che il parcheggio dell’ospedale si trasformi in una nuova caserma Zucchi. «Bisogna valutare l’opportunità e l’efficacia di un progetto del genere – aggiunge – Non sono sicuro che questa soluzione “tecnologica” possa venire in soccorso. Si rischia di spendere soldi per fare i lavori e poi trovarsi i parcheggi deserti per l’aumento delle tariffe, con le persone che stazionerebbero comunque vicino alle macchinette del pagamento, chiedendo monete come avviene ora per i tagliandi». Un’obiezione sulla quale dal Comune avrebbero però fatto notare che l’area da sorvegliare sarebbe comunque inferiore, limitandosi alla zona delle macchinette e non all’intero parcheggio. «Credo valga la pena valutare anche un progetto con il volontariato, garantendo interventi differenti, specialmente nelle ore mattutine, quelle di maggiore affluenza. In questo caso con alcuni operatori potremo assicurare la presenza di qualcuno che possa rappresentare un deterrente rispetto a fenomeni spiacevoli».

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