Gazzetta di Reggio

Reggio

«Chiediamo telecamere e zona 30»

di Elisa Pederzoli
«Chiediamo telecamere e zona 30»

Incontro tra cittadini con polizia e Comune: «Meglio i divieti definitivi di un’ordinanza, noi pronti a realizzare mercatini»

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REGGIO EMILIA. Non solo via Veneri, Santa Croce e la zona della stazione ferroviaria. Di quartieri in sofferenza, a Reggio, ce ne sono altri. Come quello di via Fabio Filzi: a due passi dal centro storico eppure confinato di là dalla circonvallazione, a fare i conti con spaccio di droga, alcolismo e forse anche per qualcosa in più.

Lo sanno bene i residenti che stanchi di subire si sono riuniti in comitato. Anche qui la formula dei cittadini che si unisco e dal basso decidono di farsi sentire è stata fatta propria. Con un obiettivo che in realtà dovrebbe essere un diritto scontato: riappropriarsi del proprio quartiere.

Dopo la battaglia la scorsa estate per un’ordinanza anti-alcol e la contro-festa di Halloween – non a caso ribattezza “Filziween” – i cittadini sono tornati alla carica e, martedì sera in municipio, in un incontro pubblico con gli assessori competenti e il vice questore Cesare Capocasa hanno fatto la lista di cosa a serve a via Filzi e delle proposte: si va dalle telecamere all’ingresso, all’introduzione della zona 30, ai mercatini.

«Intanto, ci tengo a dire che da parte delle forze dell’ordine abbiamo sentito disponibilità assoluta e di questo li ringrazio: sia la polizia municipale che pochi giorni fa ha arrestato due spacciatori, che la polizia di Stato che è venuta subito a fare i controlli. E’ la dimostrazione che si può costruire uno stretto rapporto di collaborazione tra amministrazione e forze dell’ordine» ci tiene a sottolineare Alessandra Confetti del comitato.

Di cose da fare, però, ce ne sono. «Beh, gli aspetti sono diversi: ci sono quelli legati alla sicurezza e al contesto sociale, alla gestione delle attività commerciali molte quelle etniche concentrate in pochi metri nonché la gestione del gruppo di tossicodipendenti che stazionano qui da mesi. Ogni questione ha una difficoltà diversa» spiega. Ma la soluzione di un aspetto alla volta ha strettamente a che fare con la vivibilità del quartiere. «Ci siamo uniti come cittadini perché vogliamo riappropriarci del nostro quartiere dopo che non eravamo arrivati solo alla frutta, ma ben oltre...» riesce a scherzare Alessandra Confetti.

«Da parte nostra, abbiamo fatto alcune richieste: quella che venga istituita la zona 30 e allungata la ciclabile che ora finisce praticamente contro i parcheggi. Bisognerebbe eliminarne alcuni. Per le stesse ragioni, vogliamo che venga valorizzato anche il parco – spiega – Al Comune inoltre abbiamo presentato la richiesta per un mercatino dello scambio che coinvolga i bambini e ci piacerebbe fare un mercato contadino. Attendiamo di sapere cosa si potrà fare». Poi, c’è la questione sicurezza. «Invee di un’ordinanza anti-alcol preferiremmo qualcosa di più definitivo, dentro il regolamento comunale che vieti bivacchi e alcolici fuori da locali. Inoltre, abbiamo chiesto l’installazione delle telecamere all’ingresso: il senso unico dalla circonvallazione non viene rispettato da clienti degli spacciatori e altri soggetti molesti».

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