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la tragedia di luzzara

Morire a 27 anni: lo schianto dopo la cena tra amici

Morire a 27 anni: lo schianto dopo la cena tra amici

Dopo l’inizio di serata a Brugneto di Reggiolo la comitiva si stava trasferendo in birreria a Guastalla

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GUALTIERI. Doveva essere una serata in allegria ma, al ritorno dalla cena in compagnia di amici, si è trasformata in tragedia. Ancora una giovane vita spezzata. Adriano Marzo, 27 anni, elettricista di un’azienda che svolge un servizio di manutenzione al centro commerciale “I Petali” di Reggio, originario di Gagliano del Capo (Lecce) è morto sabato in un incidente stradale avvenuto poco prima di mezzanotte sulla Sp2, che collega Villarotta di Luzzara a Tagliata di Guastalla.

La compagnia si era data appuntamento in piazza Bentivoglio, a Gualtieri. In programma c’era una cena da consumare in un locale di Brugneto di Reggiolo, una pizzeria-birreria che ha aperto da poco. Adriano ha lasciato la propria auto nei pressi del bar Teatro. Gli amici si sono divisi su tre macchine. Adriano Marzo è salito sulla Renault Megane Scenic di Alex Lina, 23 anni, nativo di Viadana (Mantova) ma residente a Pieve Saliceto.

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Adriano, prima di andare ad abitare a Gualtieri, ha vissuto per 15 anni a Pieve Saliceto dove abita Alex. I due sono amici da tantissimo tempo. La serata, nel locale di Brugneto, è trascorsa tranquilla tra battute e risate. Intorno alle 23.30, la comitiva si mette d’accordo per andare a bere qualcosa a Guastalla e decide di far ritorno. L’auto di Alex Lina è la prima delle tre auto che percorrono la Sp2 verso Tagliata. Arrivati a Villarotta, mentre transitano su via Carboni, Lina effettua un sorpasso per poi rientrare bruscamente, forse perché dalla parte opposta stava arrivando un’altra auto. La Scenic del 23enne s’imbarca e inizia a zigzagare fino a centrare una staffa metallica esterna situata a lato della carreggiata.

La monovolume è ormai senza controllo e all’altezza del civico 68 precipita nella scarpata che costeggia la strada provinciale. La parte anteriore della Scenic si pianta nel terreno. L’urto è tremendo. Nessuno dei due aveva le cinture allacciate. Adriano Marzo viene sbalzato all’esterno dell’auto abbattendo col proprio corpo il parabrezza, Alex, invece resta con le gambe incastrate tra il piantone del volante e i pedali dell’auto col busto steso sul cruscotto. Quando i soccorritori arrivano sul posto per Adriano Marzo non c’è più nulla da fare mentre Alex viene trasportato d’urgenza all’arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Ora è ricoverato in Rianimazione: ha un polmone perforato e fratture multiple agli arti inferiori. La prognosi è riservata.

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Aveva rischiato di morire fulminato

«L’ho saputo oggi pomeriggio quando sono arrivato, e ancora non ci credo. Ero legatissimo a lui, lavoravamo a stretto contatto da tanti anni. E’ difficile convincersi che non sarà più con noi». Gennaro Imperato è uno dei nove addetti alla vigilanza che lavora ai Petali. E con Adriano Marzo, che qui lavorava come elettricista, aveva un rapporto quotidiano.

Un rapporto di lavoro che si era trasformato in amicizia. Perché, a quanto pare, non essere amici di Adriano era praticamente impossibile per chi lo conosceva veramente. Tanto era disponibile e alla mano, sempre pronto ad aiutare che ne aveva bisogno.

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Ma a legarli ulteriormente era stato un incidente di cui Adriano era rimasto vittima, qui ai Petali, meno di due anni fa. Ed era stato Gennaro il primo ad assisterlo, e a salvarlo. Gennaro Imperato si schermisce, non vuole essere protagonista in questo momento così triste, ma ammette: «Non mi dimenticherò quel giorno, era stato terribile. Ma mai come oggi».

Era il 30 aprile 2013 quando in uno dei bagni del centro commerciale c’era stato uno scoppio improvviso. E chi era entrato per primo si era trovato davanti un giovane a terra, con il viso nero.

Era Adriano Marzo, rimasto ferito mentre era intento a svolgere alcuni lavori su una centralina elettrica. E a soccorrerlo dando l’allarme era stato proprio Gennaro Imparato. Adriano era steso a terra, cosciente ma in preda a un forte tremore a causa del contatto con la corrente elettrica. Sul posto erano intervenute l'ambulanza e l'automedica.

Il personale medico aveva provveduto a effettuare i primi accertamenti sul giovane, quindi si era deciso il suo trasferimento al Santa Maria Nuova. Le sue condizioni erano state giudicate serie ma fortunatamente non gravissime.

E oggi, una delle guardie giurate a lui più affezionata, quella che lo ha visto rischiare la vita due anni fa, deve arrendersi ad una morte senza senso. «Siamo tutti noi molto provati - spiega Imperato - dobbiamo ancora renderci conto di quello è accaduto. Ma cercheremo di fare qualcosa per ricordarlo... ne parleremo... era così giovane, gentile con tutti, un bravo ragazzo. Non doveva succedere».

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