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Un box a Park Vittoria? Servono 52 mila euro

di Evaristo Sparvieri
Un box a Park Vittoria? Servono 52 mila euro

Comincia una nuova fase dei lavori. Finora trovata solo una fogna dell’800 L’architetto Magnani: «Abbiamo delimitato il perimetro dell’antica cittadella»

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REGGIO EMILIA. Cominciano gli scavi manuali alla ricerca di possibili reperti archeologici di epoca medievale o romana. Il discusso cantiere del Park Vittoria entra in una nuova fase. È quanto emerso ieri, a margine della riunione congiunta della commissione consiliare Assetto ed uso del territorio e della commissione Attività culturali, conclusa con una visita della stampa nell'area in cui si stanno svolgendo i lavori. A fare da padrone di casa, l'architetto Massimo Magnani, dirigente dell'area Pianificazione Strategica, accompagnato dai consiglieri comunali, Federica Franceschini e Salvatore Scarpino (presidenti delle due commissioni) e da Ruggero Castagna, responsabile tecnico per Reggio Parcheggi. Un centinaio i box finora venduti sui circa 250 previsti in progetto, per un intervento che secondo quanto riferisce Magnani terminerà nei primi mesi del 2016, «rispettando il cronoprogramma». Il prezzo dei box? «In media, circa 52 mila euro», risponde Castagna, sebbene ci sia la possibilità di acquistare dei posti più piccoli (sui 35 mila euro) o dei box doppi.

Il punto sui lavori. Un muro di contenimento profondo quindici metri, che perimetra tutta l’area del cantiere. È stata questa, secondo Magnani, l'operazione più «invasiva e complicata dal punto di vista tecnico, che ci ha permesso di mettere in sicurezza tutti gli edifici sottostanti e l'interno dello scavo». Un intervento ora concluso, che apre ad una nuova fase dei lavori

Ancora scavi. La fase di scavo è divisa in due momenti, così come due sono le aree a rilevanza archeologica, sebbene solo una – larga circa cinque metri, posizionata verso il teatro Valli – è stata considerata dalla Soprintendenza ad alto rischio archeologico. «Dopo una primo scavo di tre metri di profondità con le macchine, assistiti dagli archeologici e con ispezioni della Soprintendenza una o due volte alla settimana, si procede ora allo scavo manuale fino alla quota romana – spiega Magnani – al di sotto non è più archeologica». In un’altra area, a basso rischio archeologico, si continuerà invece con lo scavo a macchina. A venire a galla, finora, soltanto un manufatto fognario dell'Ottocento, sul quale la Soprintendenza ha già dato l'ok per la rimozione. Una volta smontato, verrà trasferito nei magazzini comunali. «Conclusa l'operazione di scavo – aggiunge Magnani – si provvederà alla realizzazione delle fondazioni della struttura in prefabbricato e poi ai lavori degli impianti tecnologici, delle pavimentazioni e di tutte le altre dotazioni».

Calcare e terre nere. Il medioevo sta risorgendo. A poco a poco. Nell'area in cui si procederà con lo scavo manuale, infatti, c'è una zona, detta delle “terre nere” per il colore più scuro del terreno. È lì che si concentreranno gli archeologi per la ricerca di reperti, con uno scavo ulteriore a mano, per una profondità almeno di un altro metro, fino a quella che l'architetto del Comune definisce la «quota romana». Sotto quella “quota”, non ci dovrebbero essere più reperti. Intanto sono spuntate le calcare, delle buche usate come "fornaci" per preparare la calce. «Dal diaframma verso l'isolato non c'è nulla – dice ancora Magnani – tutto è stato già scavato negli anni precedenti. Restano soltanto questi cinque metri dove è possibile ancora recuperare lacerti delle varie epoche, che diventeranno patrimonio scientifico della storia cittadina, valorizzate anche attraverso il museo».

Ai confini della cittadella. Un bastione in terrapieno. Perfettamente visibile. Sarebbe questo il confine della cittadella del '300 trovato durante i lavori. «Il vecchio muro della cittadella è al di fuori della nostra area di intervento. Ne rimangono solo alcuni brandelli, due metri lineari, che la soprintendenza ha certificato oltre il perimetro sud del monumento ai caduti. Con questo intervento abbiamo capito qual è il vero perimetro della Cittadella, al di là dell'area di scavo. Non viene intercettato». Secondo Magnani, «quello che invece viene intercettato è il bastione in terrapieno, dove c'era il fossato, diviso dal resto della città con una scarpata».

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