Auschwitz, un luogo così vicino a Reggio
Oggi non vado a mangiare in pizzeria. Il rischio della televisione accesa è troppo alto. Già mi dà fastidio normalmente, quando durante una serata qualsiasi la televisione mi disturba mentre io vorrei dedicarmi agli amici presenti e alla mia funghi e rucola. Ma oggi sarebbe proprio insopportabile. Spesso, quando dopo qualche iniziativa del Giorno della Memoria si va a mangiare con l'ospite di turno si trova la TV accesa. Tagli la tua pizza mentre in TV passa uno special sullo sterminio. Anche se è girato bene, la storia dello sterminio come sottofondo non va bene.
Comincia da queste situazioni quotidiane la de-sensibilizzazione. Il Giorno della Memoria è importante, ma porta con sé anche dei rischi. Un rischio è che rendiamo insensibili le persone che vorremmo sensibilizzare. La ripetizione rituale, le commemorazione retoriche, il cosiddetto 'dovere della memoria' sono tutti aspetti rischiosi che possono portare a sensazioni di assuefazione o atteggiamenti di indifferenza.
In realtà è importante che ci siano oggi (e non solo oggi!) tante iniziative, trasmissioni e pubblicazioni. Per parlarci della persecuzione dell’opposizione antifascista, dei Sinti e Rom, dei diversamente abili, dei Testimoni di Geova, degli omosessuali… Per parlarci di quello che è successo durante la Shoah, durante la catastrofe, cioè la distruzione degli ebrei in tutta l'Europa.
Rimane un capitolo ancora oggi incredibile, se non addirittura inspiegabile. Bisogna però fermarsi per riflettere. Anche se alcuni non ne vogliono più sentire perché pensano di sapere. Non sanno. Non sappiamo. Vale la pena fermarsi e studiare.
Ad Auschwitz Birkenau sono stati costruiti quattro capannoni. Ognuno con tre reparti: uno dove i deportati appena scesi dal treno dovevano spogliarsi, uno dove venivano assassinati con il gas, uno dove i loro corpi venivano bruciati. Quattro capannoni industriali. Con collegamento ferroviario. Si lavorava a turni, giorno e notte. Poche pause, solo per la manutenzione degli impianti. Vi sembra di ‘sapere’?
Commemorare le vittime, onorare chi le ha protette e chiamare con i nome e cognomi anche chi le ha perseguitate. La legge per il Giorno della Memoria ci chiede di ricordare tutte queste persone. E questa moltitudine di persone da ricordare, alcune nel bene altre nel male, ci insegna che la Shoah non riguardava poche persone allora e non riguarda poche persone oggi. Sono stati portati via i nostri vicini di casa! Auschwitz non era a 1.200 km di distanza. Auschwitz voleva dire anche Via Emilia, Via Monzermone, Viale Monte Grappa. Vi sembra lontano?
Gli ebrei reggiani sono stati tirati fuori dalle loro case da poliziotti italiani. Portati nel carcere di San Tommaso sono stati annotati i nomi e gli indirizzi, prese le impronte digitali. Procedura come da manuale. Poi il trasferimento a Fossoli e qualche giorno nel campo di raccolta.
In questi giorni, per le lezioni di preparazione al Viaggio della Memoria porto nelle scuole reggiane una fattura dell’Autonoleggio Valenti di Carpi “Causale: servizio agli ebrei – trasporto dal Campo di Fossoli alla stazione di Carpi in data 22 febbraio 1944. 15 corse con 5 mezzi. Totale: 4.500 lire”. Su questi autobus si trovavano anche gli ebrei reggiani. Hanno fatto proprio questo viaggio del 22 febbraio. 5 mezzi vuol dire 5 autisti. Che hanno fatto benzina, che hanno parlato di questo loro lavoro con i colleghi e magari la sera con le mogli Il treno in stazione aspettava. Preparato per il trasporto, pronto con i macchinisti. Altri operai avevano già caricato il carbone. Tutto ok. Si partiva verso Auschwitz.
Qualche giorno dopo, l’Autonoleggio Valenti ha anche emesso fattura. La fattura sarà stata scritta da una segretaria. La data è del 29 febbraio. I reggiani erano già morti Chissà se al momento del bonifico l'impiegato ha fatto caso alla causale. Per recuperare le spese che gli Enti pubblici dovevano sostenere, la Prefettura ha fatto poi sequestrare i beni degli assassinati facendoli gestire dall'avvocato Giuseppe Scolari, già commissario della federazione fascista.
Erano i nazisti che uccidevano ad Auschwitz. Tutti i nostri poliziotti, secondini, autisti, macchinisti, segretarie, bancari, impiegati e avvocati non hanno ammazzato nessuno. Questo significa che erano innocenti? Hanno avuto della responsabilità? Forse non volevano collaborare, ma hanno di fatto contribuito alla deportazione e in ultima analisi allo sterminio. Erano persone normali come noi che volevano vivere una vita normale, come noi.
La normalità, come una buona cena durante la trasmissione sulla memoria, ci addormenta, ci allontana, ci rende sempre più insensibili e incapaci di vedere davvero. Si diventa assuefatti e disattenti. Quello che dovremmo allontanare è proprio questo tipo di normalità spaventosa. Il Giorno della Memoria ci può svegliare, può spiegarci meglio le nostre città e dei luoghi vicini a noi. E, se ascoltiamo, ci può parlare di indifferenza, di mancanza di coraggio e di responsabilità. Discorsi molto vicini a noi.
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