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Il programma di Bonaccini: "Non aumenteremo le nostre tasse"

Il programma di Bonaccini: "Non aumenteremo le nostre tasse"

Il presidente della Regione ha assicurato una stagione improntata a "sobrietà e tagli agli sprechi: dobbiamo recuperare la fiducia dei cittadini". Per le Fiere la giunta punta a creare un'unica società di gestione.
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BOLOGNA. «Non aumenteremo le tasse». lo promette due volte il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, presentando il suo programma di mandato prima in assemblea legislativa e poi in conferenza stampa. «Collaboreremo lealmente col governo per il contenimento del deficit- assicura bonaccini- ma non aumenteremo le tasse».

  Nell'esporre i punti del suo programma Bonaccini ha confermato quello che sembra essere un punto di discontinuità rispetto al "mood" renziano: «Entro l'estate - ha detto in aula - chiameremo le parti sociali, perchè qui facciamo così e faremo così, per scrivere insieme la cornice, il nuovo patto per il lavoro».

Un patto per il lavoro di cui Bonaccini non anticipa i contenuti, ma sottolinea come sarà il suo cavallo di battaglia: "Creare lavoro sarà l'ossessione di questo mandato e che la priorità è il contrasto alla disoccupazione».

NELLE ZONE DEL SISMA. Un "distacco insopportabile". Così' Bonaccini definisce quello che si è da tempo creato tra i cittadini e la politica. Per questo un altro dei punti qualificanti del suo programma è il rafforzamento di tutti gli strumenti di partecipazione, insieme a un ulteriore, deciso taglio ai costi della politica e una sempre maggiore sburocratizzazione".

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Segni concreti, ma anche simbolici come la determinazione a fare della sobrietà una stella polare della sua giunta e la  decisione - annunciata in aula - di tenere la prima riunione della nuova giunta regionale, lunedì prossimo, a San Felice sul Panaro, uno dei comuni colpiti dal sisma.

«Come promesso- ha detto Bonaccini - lunedì prossimo faremo la giunta nelle aree del sisma, a San Felice», che ha poi difeso il lavoro, anche come commissario per il terremoto, del suo predecessore Vasco Errani: «Chi non è affetto da sindrome di propaganda deve riconoscere che la regione è sempre stata presente tra i cittadini».

UN OBIETTIVO PER LE FIERE. Poi Bonaccini ha toccato un altro punto importante, soprattutto per Reggio, e per la situazione di estrema incertezza in cui versa l'Ente Fiere di via Filangeri.«Vogliamo arrivare, entro fine legislatura, ad avere un'unica società di gestione dei servizi fieristici- ha detto il governatore - abbiamo bisogno di collaborazione, non di competizione tra le fiere del territorio». e cita, come buon esempio, l'accordo per il passaggio del Macfrut da Cesena a Rimini. «dobbiamo evitare il litigio tra territori vicini- insiste bonaccini- altrimenti può accadere che, nella competizione, arriva qualcuno da fuori e ci porta via eventi che sono importanti».

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In questo modo, da un lato la Regione ammette implicitamente di aver latitato in questi anni, lasciando troppo la "briglia sciolta" alle diverse realtà fieristiche che sono cresciute con ritmi e dimensioni troppo diverse. Dall'altro ha intenzione di porre rimedio alla situazione che oggi penalizza Reggio. Anche se i tempi potrebbero non combaciare, visto come è precipitata la situazione nelle ultime settimane.

ADDIO AI BLOCCHI DEL TRAFFICO. Un altro segnale di cambiamento potrebbe arrivare anche dalle misure antinquinamento: da tempo si discute, in particolare, di rivedere il sistema dei blocchi del traffico al giovedì. Una misura da più parti definita velleitaria. 

A questo proposito non si è sbilanciato Stefano Bonaccini, che però non ha nemmeno escluso che dal prossimo autunno si possa voltare pagina e mandare in archivio gli stop alle auto del giovedì. Un provvedimento che l'attuale presidente dell'emilia-romagna aveva criticato in campagna elettorale.

«dissi che non ero convinto che quell'impostazione sia quella che serve. per me non è un tabù andare a valutare provvedimenti alternativi, ciò che resta fermo è però la lotta allo smog", ha assicurato il presidente

 

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