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La Cgil boccia l’Ausl: «No ad altri mini-Opg»

La Cgil boccia l’Ausl: «No ad altri mini-Opg»

La Camera del Lavoro plaude alla decisione della Regione di chiudere la struttura ma «meglio delle Rems, sarebbero i centri di salute mentale aperti h24»

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REGGIO EMILIA. La Cgil reggiana interviene sul dramma quotidiano dell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio. E lo fa prendendo una posizione molto netta: a favore del superamento della struttura di via Settembrini e, allo stesso tempo, contro le strutture che dovrebbero sostituirsi ad esso.

«Non possiamo - si legge in una nota - che accogliere positivamente la notizia che la Regione Emilia-Romagna è pronta a chiudere l'Ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia rispettando così il termine del 31 marzo 2015 fissato dalla legge nazionale». Invero, quella che sottolineano da via Roma è una vera e propria dead-line con conseguenze immediate per Reggio: «Entro quella data - dicono i sindacati - i pazienti per i quali non sono previste le dimissioni saranno trasferiti, come prevede la legge, nelle cosiddette Rems (Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza) attualmente situate nell'azienda Ausl di Bologna e Parma, in attesa del completamento dei lavori della struttura di Reggio Emilia».

Quanto alle nuove strutture, la posizione del sindacato è netta: «Le Rems - si legge nella nota firmata dalla Camera del Lavoro territoriale di Reggio - dovrebbero costituire una soluzione residuale per privilegiare, invece, le misure alternative, destinando risorse e attenzione ai Servizi per fornire più assistenza sociale e sanitaria nel territorio».

Sempre secondo la Cgil, quindi quella di queste residenze che il sindacato ha già “battezzato” «i mini-Opg», non sarebbe la soluzione: «Siamo per il superamento e l'abolizione dell'Opg e della "logica manicomiale" che lo sostiene, per questo non condividiamo il regolamento proposto a seguito dell'ipotesi d'accordo Stato-Regioni sull'applicazione di norme penitenziarie nelle Rems. Il regolamento proposto conferma, aggravandola, la funzione prevalentemente detentiva delle Rems, attribuendola tra l'altro agli operatori sanitari che ritornerebbero ad avere funzioni di custodia, abolite dal legge 180, non consentendo, tra l'altro, di porre rimedio ai problemi e disagi più volte denunciati e vissuti dei lavoratori che oggi ricoprono funzioni sanitarie e funzioni di polizia. Siamo - scrive ancora la Cgil - per l'applicazione della legge 81 che, pur non avendo ancora sciolto i nodi giuridici che sostengono l'Opg, ha avviato una nuova fase per applicare le nuove norme "nello spirito della legge 180"».

Quella della Cgil insomma è una proposta più radicale: «Una volta chiusi per sempre gli Opg, al posto dell’apertura di queste residenze, meglio sarebbe garantire l’apertura h24 dei centri di salute mentale sul territorio».

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