Gazzetta di Reggio

Reggio

«Acqua, nessun pericolo per i cittadini»

di Silvia Parmeggiani
«Acqua, nessun pericolo per i cittadini»

Correggio, l’assessore replica al Comitato Ronchi per l’ambiente: «Analisi dell’Arpa continue e sicure»

2 MINUTI DI LETTURA





CORREGGIO. «Dai dati emersi dalle analisi occorre specificare che non esiste alcun pericolo per la salute pubblica, anche perché, in caso contrario, Arpa e Asl indicherebbero l’adozione di necessarie contromisure».

E’ così che l’assessore ai lavori pubblici e ambiente, Fabio Testi, interviene in merito a quanto dichiarato nei giorni scorsi dai rappresentanti del “Comitato Ronchi per l’ambiente” a proposito della analisi Arpa sulla qualità dell’acqua.

«I dati cui si fa riferimento sono pubblicati sul sito di Arpa e sono pertanto accessibili a tutti nel rispetto della trasparenza e del diritto all’informazione, anche se ovviamente scritti in linguaggio tecnico. Arpa e Asl – aggiunge Testi –- oltre alle funzioni di verifica e controllo quotidiane, hanno svolto in questi anni ricerche e studi fondamentali per capire l’ambiente in cui viviamo, quali sono gli ambiti di criticità e soprattutto per indirizzare le scelte politiche al fine di migliorare la qualità della vita. Vale la pena ricordare, per esempio, che, grazie a decisioni guidate anche dai dati raccolti dalle varie analisi effettuate, Correggio è oggi dotata di reti fognarie e di impianti di depurazione che permettono di avere una situazione sempre sicura e monitorata. In ogni caso, visto che riteniamo sia nell’interesse di tutti approfondire questi temi, ci faremo promotori, insieme agli enti preposti, di un incontro pubblico sulla qualità locale delle acque per informare i cittadini sulla materia e illustrare i dati in modo approfondito e comprensibile a tutti».

E riguardo al caso delle acque dei pozzi in cui anni fa batteri coliformi, escherichia coli ed enterococchi intestinali superavano il limite consentito, Testi aggiunge: «Non deve sorprendere il fatto che l’acqua di un pozzo superficiale, cioè a profondità entro i 40 metri, non presenti qualità tali da consentirne l’uso alimentare o comunque umano. È dagli anni Settanta, infatti, che le acque dei pozzi superficiali, così come quelle dei canali e dei fossi di campagna non solo del reggiano, non sono utilizzabili a causa dell’impatto delle attività antropiche sull’ambiente, compresa l’agricoltura intensiva».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google