Baby squillo, la madre si difende
Bibbiano, la donna si è fatta interrogare dai carabinieri: «Quel memoriale è falso»
BIBBIANO. Un interrogatorio in fase di indagini chiesto per raccontare la sua verità, cioè che non era lei ad accompagnare la figlia 16enne agli appuntamenti con i clienti, men che non era lei a gestire il “giro”.
La donna della val’Enza – che è accusata di sfruttamento della prostituzione minorile – ha parlato (tecnicamente si tratta di “spontanee dichiarazioni”) ieri mattina davanti ai carabinieri di Bibbiano su delega del pm bolognese titolare dell’inchiesta.
Assistita dall’avvocato Andrea Davoli, la 49enne ha negato su tutta la linea. Diversamente da quanto ipotizzato all’inizio, la donna ora probabilmente chiederà di essere giudicata con rito abbreviato, il che chiuderebbe la sua posizione giudiziaria in udienza preliminare a Bologna.
L’avvocato Davoli intende inoltrare alla procura la richiesta di acquisire alcuni documenti rimasti nella casa in cui fino a un anno fa circa abitava la ragazza, ora ospitata presso una struttura protetta. Una lettera nella quale la giovanissima, che oggi è maggiorenne ma che all’epoca dell’inizio del presunto giro illecito aveva 16 anni, si rivolgerebbe alla mamma con parole d’affetto; un diario e altri scritti contenuti nel computer che – a detta della difesa della donna – dipingerebbero un quadro famigliare meno torbido di quanto emerso finora da un memoriale. Inoltre – sostiene sempre il difensore – altre persone, in particolare due trentenni con cui la minorenne aveva fatto amicizia, avrebbero accompagnato la ragazzina agli appuntamenti. I clienti sarebbero decine. Al momento, insieme alla madre della ragazza, è indagato un commerciante 62enne di Cavriago accusato di avere avuto molti incontri sessuali con la minore.
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