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«Fiere, stop a una visione locale»

«Fiere, stop a una visione locale»

Il sindaco e il presidente della Provincia: bisogna ragionare su un piano regionale

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REDGGIO EMILIA. «La scelta recentemente compiuta dalla Provincia di Reggio Emilia di fare un passo indietro rispetto all'indirizzo- che era stato assunto mesi fa nel corso della precedente legislatura provinciale- di procedere al salvataggio delle Fiere di Reggio, è riconducibile a un cambio di prospettiva che ha coinvolto tutti gli enti locali del nostro territorio». Così si legge in una nota congiunta nella quale il sindaco Luca Vecchi e il presidente della Provincia Gianmaria Manghi rispondono alla lettera inviata nei giorni scorsi alla stampa dagli organizzatori e dagli allestitori delle Fiere di Reggio.

«Si registra infatti da anni - continua la nota - un trend consolidato di finanza pubblica restrittiva: un contesto di norme e di leggi che non consente agli enti locali di investire in progetti che siano estranei a quelli che sono i servizi obbligatori che un ente deve fornire ai cittadini, peraltro definito da una legge nazionale (L. 56/2014), assai più recente e vincolante rispetto alle normative regionali citate dagli estensori della lettera... Alla luce di questo mutato contesto le istituzioni non sono più nelle condizioni di intervenire nell'operazione di salvataggio delle Fiere attraverso il ripristino in bonis della società immobiliare: intervento che comporterebbe per la società reggiana e per le tasche dei contribuenti una spesa di almeno 20 milioni di euro». «Non può più quindi essere possibile per le istituzioni - continuano Vecchi e Manghi - intervenire in modo esclusivo su un settore come quello fieristico che è imprenditoriale e produttivo e, pertanto, dovrebbe essere sostenuto in sinergia con soggetti economici appartenenti anche al comparto imprenditoriale privato. Ciò non toglie che le Fiere rappresentino un patrimonio per il territorio reggiano, anche alla luce dei positivi risultati conseguiti dall'attività di Fieremilia. Tuttavia occorre, per questo aspetto, provare a ridefinire il futuro in un assetto diverso da quello delle origini. In questo quadro, va guardato con interesse e approfondito quanto sostenuto oggi (ieri, ndr) dal Presidente della Regione Bonaccini: “Vogliamo arrivare, entro fine legislatura, ad avere un'unica società di gestione dei servizi fieristici e abbiamo bisogno di collaborazione, non di competizione tra le fiere del territorio". Il presidente ha citato, come buon esempio, l'accordo per il passaggio del Macfrut da Cesena a Rimini. È con questo spirito costruttivo e di visione strategica sul territorio, non solo provinciale, ma regionale, che occorrerà guardare, d'ora in poi, al sistema fieristico reggiano».

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